Baggio: “Dopo l’operazione dissi a mia madre: uccidimi”

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Cronache sport calcio
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Roberto Baggio si è raccontato in una lunga intervista rilasciata in occasione dell’uscita del suo nuovo libro. Un passaggio centrale è dedicato alla “ferita mai chiusa” del Mondiale 1994 e al rigore sbagliato nella finale di Pasadena. “Mi sentii in colpa con tutti gli italiani, volevo sparire”, ha confessato. “Provavo una vergogna infinita, una di quelle cose che ti restano addosso”.

L’ex fantasista ha spiegato che, sebbene con il tempo si impari a convivere con quel dolore, la ferita non si chiude del tutto. Ha anche rivelato che l’immagine di quel tiro dal dischetto torna spesso nei suoi pensieri, tanto da immaginare di segnarlo per riuscire finalmente ad addormentarsi.

Un altro episodio drammatico è stato il primo, grave infortunio al ginocchio. Ha ricordato il viaggio di dodici ore in auto per l’operazione a Saint-Étienne, un tragitto dominato dal terrore di non poter più giocare. Il dolore post-operatorio fu lancinante. “Quando mi svegliai dall’anestesia urlavo. Non potevo prendere antidolorifici, perché sono allergico”, ha spiegato.

In quel momento di profonda sofferenza, si è rivolto alla madre con una frase terribile: “Se mi vuoi bene, uccidimi”. Questo trauma ebbe anche un forte impatto psicologico: per mesi non ha incassato gli stipendi della Fiorentina perché si vergognava di guadagnare senza poter lavorare, un gesto legato al suo profondo senso di dignità.

Nell’intervista ha esplorato anche i rapporti complessi con gli allenatori. Riguardo ad Arrigo Sacchi, Baggio ha definito la sostituzione contro la Norvegia a USA ’94 una “contraddizione enorme”. Ha poi parlato del rapporto con Marcello Lippi all’Inter, ipotizzando che alcuni tecnici facessero fatica ad accettare la sua grande popolarità.

In questo percorso, la fede buddista ha rappresentato il suo “rifugio”, aiutandolo a trovare la forza per non mollare. Ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale della moglie Andreina, una presenza costante in ogni tappa della sua carriera. Tra i ricordi più leggeri, spicca un palleggio con Diego Maradona in aereo, a diecimila metri d’altezza.

Infine, Baggio ha offerto una riflessione sul calcio italiano. Secondo l’ex Pallone d’Oro, il problema principale è la mancanza di fiducia verso i giovani. “Se devi naturalizzare un giocatore, vuol dire che non hai trovato un italiano pronto allo stesso livello”, ha osservato, auspicando nuove regole per incentivare l’utilizzo dei calciatori nostrani, perché “il talento c’è, ma va cercato e valorizzato”.

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