Lorenzo Musetti ha manifestato grande sconforto al termine della sua partita negli ottavi di finale del torneo di Roma, dove è stato superato da Casper Ruud. La delusione del tennista, tuttavia, non è derivata tanto dall’eliminazione nel torneo di casa quanto dalle sue precarie condizioni fisiche, che ne hanno compromesso la prestazione.
“Non volevo ritirarmi un’altra volta, sono stanco di farlo”, ha dichiarato l’atleta, scusandosi per lo spettacolo offerto. “Qui a Roma ho giocato praticamente su una gamba sola, avevo paura ad appoggiare il peso sulla sinistra”. Le sue parole hanno gettato luce su un problema che va oltre la semplice tensione agonistica, inizialmente ipotizzata dopo il suo precedente incontro.
Il problema specifico è di natura muscolare e riguarda il quadricipite della gamba sinistra. Questo infortunio è emerso con chiarezza durante il torneo romano, costringendo Musetti a giocare con un forte handicap. È importante sottolineare che si tratta di un guaio fisico differente da quello che lo aveva fermato a gennaio, durante i quarti di finale dell’Australian Open contro Novak Djokovic.
Questa nuova battuta d’arresto mette ora in seria discussione la sua partecipazione al Roland Garros, uno degli appuntamenti più importanti della stagione sulla terra battuta. La programmazione futura è completamente in sospeso, in attesa dei risultati di esami medici approfonditi che dovranno chiarire l’entità del danno.
L’impatto di questi infortuni ricorrenti si fa sentire anche a livello psicologico. “Mentalmente è difficile competere così, essere lucidi e propositivi”, ha ammesso Musetti, sottolineando come non avesse mai affrontato una serie così fitta di problemi fisici in carriera. La speranza è che gli accertamenti diano un esito positivo, consentendogli di affrontare lo Slam parigino con uno spirito rinnovato.
Al momento, però, il futuro della sua stagione rimane incerto. “Faccio fatica a pensare a lungo termine”, ha concluso l’azzurro, descrivendo un orizzonte sportivo che, per ora, è difficile da pianificare. La priorità assoluta è recuperare la piena integrità fisica per poter tornare a competere ai massimi livelli, senza il timore di nuovi stop forzati.









