Nell’estate del 2026 ripartirà l’ACCOBAMS Survey Initiative, un progetto scientifico di vasta portata per aggiornare la mappa della presenza dei cetacei nel bacino del Mediterraneo. L’operazione rappresenta la seconda edizione di un’indagine sinottica, ovvero simultanea, che si era già svolta con successo nel 2018, fornendo la prima stima completa sulla distribuzione e abbondanza di queste specie nell’intera area.
Il progetto è promosso dai Paesi che aderiscono all’ACCOBAMS (l’Accordo sulla Conservazione dei Cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dell’Area Atlantica Contigua), un trattato intergovernativo che impegna le nazioni firmatarie a collaborare per la salvaguardia di balene e delfini. Questa cooperazione internazionale è fondamentale per proteggere animali che non conoscono confini nazionali e si spostano attraverso le acque di diversi Stati.
I dati raccolti saranno cruciali per comprendere l’evoluzione delle popolazioni di cetacei a quasi un decennio dalla prima rilevazione. Le informazioni aggiornate permetteranno agli scienziati di valutare l’impatto di minacce crescenti come il cambiamento climatico, l’inquinamento acustico e plastico, e l’intensificazione del traffico marittimo. Tali evidenze scientifiche sono indispensabili per orientare le politiche di conservazione e istituire aree marine protette più efficaci.
La metodologia del censimento prevede un imponente dispiegamento coordinato di mezzi navali e aerei. Per diverse settimane, imbarcazioni di ricerca e velivoli sorvoleranno l’intero bacino seguendo rotte prestabilite. A bordo, osservatori specializzati applicheranno protocolli standardizzati per avvistare, identificare e contare gli animali, registrandone la posizione GPS. Questo approccio sistematico garantisce la raccolta di dati omogenei e scientificamente robusti, capaci di fornire una “fotografia” accurata e comparabile dello stato di salute dei mammiferi marini.
La prima indagine del 2018 è stata un’impresa senza precedenti, che ha permesso di mappare le aree di maggiore concentrazione (hotspot) di specie come la balenottera comune, il capodoglio e le diverse specie di delfini che abitano il “Mare Nostrum”. Confrontando i nuovi risultati con la base di dati del 2018, sarà possibile identificare eventuali cambiamenti nella loro distribuzione, capire se le popolazioni sono in crescita o in declino e valutare l’efficacia delle misure di tutela adottate finora.
Il ritorno della ACCOBAMS Survey Initiative rappresenta quindi un momento chiave per il futuro della biodiversità marina nel Mediterraneo. I risultati forniranno uno strumento essenziale per una gestione più consapevole delle attività umane in mare, con l’obiettivo di ridurre i conflitti e promuovere una coesistenza sostenibile tra uomo e cetacei.


















