Reginaldo Ferreira da Silva, attaccante brasiliano che a 43 anni non ha ancora smesso di giocare, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua lunga carriera, soffermandosi in particolare sul suo rapporto con Antonio Conte ai tempi del Siena.
Il fulcro del racconto è stato il celebre litigio con l’allenatore, che gli è costato una temporanea esclusione dalla squadra. “Tornai dalle vacanze e il giorno dopo Conte mi fece fare un allenamento aerobico massacrante,” ha spiegato Reginaldo. Sotto sforzo, l’attaccante ha detto al tecnico di non farcela più, scatenando una reazione durissima. Alla frase di Conte “chiama il tuo procuratore e vai via, non hai voglia”, Reginaldo ha risposto in modo concitato, un gesto che ha segnato l’inizio del suo periodo da fuori rosa. “Quando rispondi male a Conte, lui va fuori di testa,” ha ammesso.
L’attaccante si è ritrovato ad allenarsi da solo, escluso dal gruppo squadra. La situazione si è risolta grazie all’intervento di compagni esperti come Vergassola e Portanova, che hanno colto l’occasione per far presente al tecnico le paure dei giocatori più giovani. In un confronto diretto, Reginaldo ha poi consigliato a Conte di essere più sereno. “Da quel giorno cambiò totalmente atteggiamento. Mollò la presa e si legò moltissimo al gruppo,” ha ricordato l’attaccante, sottolineando come quell’episodio sia servito a tutta la squadra.
La mentalità di Conte, sebbene estrema, si è rivelata formativa. Reginaldo ha descritto un allenatore ossessionato dalla perfezione, che controllava i tempi di scatto al centesimo di secondo e che in un intervallo contro il Sassuolo ha dato un pugno a un tavolino per la rabbia, ferendosi una mano. Questa esigenza, secondo il brasiliano, è stata fondamentale per la sua longevità atletica. “Se lo segui, a livello atletico ti migliora tanto. A 43 anni ho ancora la mentalità di andare al campo da professionista, e questo lo devo soprattutto a lui.”
Il racconto ha toccato anche altri grandi allenatori. Reginaldo ha citato Fabio Capello che, durante una partita amichevole, ha minacciato di non far giocare Ronaldinho solo perché aveva saltato una riunione, a dimostrazione di una mentalità vincente inflessibile. L’attaccante ha poi svelato un retroscena di mercato: durante la sua militanza al Siena, è stato seguito da vicino da José Mourinho per l’Inter del Triplete. “A fine partita contro l’Inter, Maicon mi disse che Mourinho mi stava osservando da tre mesi.”
Cresciuto con il mito di Ronaldo “Il Fenomeno”, che andava a vedere allenarsi a Rio de Janeiro da bambino, Reginaldo ha costruito una carriera basata su umiltà e professionalità, principi che continua a seguire ancora oggi nelle categorie inferiori.









