Juventus, i quattro attaccanti non eguagliano Ronaldo

208
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Fabio Paratici, attuale direttore sportivo della Fiorentina, tornerà all’Allianz Stadium in occasione della sfida contro la Juventus. Un ritorno significativo per il dirigente, che ha legato il suo nome a uno dei cicli più vincenti della storia bianconera.

Arrivato a Torino nel 2010 dalla Sampdoria insieme a Giuseppe Marotta, Paratici è stato per undici anni una figura centrale del club. Nel suo ruolo ha contribuito alla costruzione della squadra che ha dominato il campionato per nove stagioni consecutive, portando a termine operazioni di mercato di grande successo.

Tra queste si ricordano gli ingaggi a parametro zero di campioni come Andrea Pirlo, Paul Pogba e Dani Alves, ma anche le intuizioni su giovani talenti come Paulo Dybala e acquisti di giocatori affermati come Carlos Tevez e Gonzalo Higuaín.

L’apice della sua carriera dirigenziale in bianconero è stato però l’acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid, un’operazione da 100 milioni di euro più commissioni. Questo colpo di mercato gli è valso la promozione a direttore dell’area sportiva e successivamente ad amministratore delegato, prima del suo addio nel maggio 2021.

Proprio il rendimento del campione portoghese offre lo spunto per un’analisi sull’efficacia dell’attacco juventino post-CR7. Con uno stipendio da 31 milioni netti a stagione, Ronaldo ha garantito alla Juventus 101 gol in 134 presenze, con una media realizzativa eccezionale.

Dopo la sua partenza, la società ha investito cifre importanti per ricostruire il reparto offensivo, con acquisti come quelli di Dušan Vlahović e Arkadiusz Milik. Tuttavia, il confronto in termini di gol segnati risulta sfavorevole.

L’attuale parco attaccanti, pur rappresentando un notevole impegno economico per il club sia in termini di cartellini che di ingaggi, non è riuscito finora a replicare l’impatto realizzativo del singolo Cristiano Ronaldo. I numeri complessivi del reparto offensivo evidenziano una produttività nettamente inferiore.

Il ritorno di Paratici a Torino sarà dunque l’occasione per riflettere non solo sui successi passati, ma anche sull’eredità lasciata da un’operazione di mercato che, a distanza di anni, appare ancora irripetibile per dimensioni e risultati.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome