Un incontro tra due icone dello sport italiano ha avuto luogo al Foro Italico di Roma. Paolo Maldini, ex capitano e dirigente del Milan, ha assistito alla partita di Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia, vinta dal tennista altoatesino in due set contro Andrey Rublev.
Al termine del match, i due si sono intrattenuti in una conversazione privata, a testimonianza di una stima reciproca consolidata. Sinner, noto tifoso rossonero, aveva già visitato il centro sportivo di Milanello nel 2021, ricevendo in quell’occasione una maglia personalizzata proprio da Maldini.
L’ex difensore, intercettato dai giornalisti, ha espresso grande ammirazione per il numero uno del mondo. «Vederlo giocare dal vivo è impressionante, non ci sono più parole per descriverlo», ha dichiarato Maldini, sottolineando un aspetto per lui fondamentale: «Mi soffermerei sulla persona che è Jannik, perché è quella che alla fine fa la differenza».
Il loro dialogo ha spaziato tra vari argomenti, come confermato dallo stesso Maldini: «Abbiamo parlato di calcio, di tennis, delle strategie di recupero fisico e di tante altre cose». Un confronto tra due professionisti di generazioni diverse, ma accomunati dalla medesima mentalità vincente e dalla cura per i dettagli.
L’incontro è stato però soprattutto l’occasione per una riflessione più ampia sullo stato dello sport in Italia. Maldini ha tracciato un parallelo netto tra il mondo del tennis e quello del calcio, usando parole che suonano come un’analisi critica verso quest’ultimo. «Serve programmare, nel tennis hanno fatto tutto quello che è mancato al calcio», ha affermato.
Secondo l’ex dirigente, i risultati del movimento tennistico non sono frutto del caso. «Avere un numero uno al mondo aumenta chiaramente l’interesse generale, ma la presenza di così tanti giocatori italiani nella top 100 mondiale non è una casualità. È il risultato di un lavoro strutturato e di una visione a lungo termine».
Questa analisi evidenzia una carenza sistemica nel calcio italiano, che secondo l’ex bandiera del Milan fatica a rinnovarsi e a investire in modo strategico sui giovani e sulle infrastrutture, a differenza di quanto avvenuto con successo nella Federazione Italiana Tennis e Padel.
Le parole di Maldini assumono un peso specifico, data la sua recente esperienza dirigenziale, conclusasi in modo inaspettato. Nonostante le domande insistenti su un suo possibile futuro ruolo in ambito federale, magari proprio nella FIGC, Maldini ha preferito non sbilanciarsi, evitando ogni speculazione sul suo futuro professionale.







