Gli Usa ritirano le truppe dall’Europa. Rutte: “Era tutto prevedibile”

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Donald Trump (AP Photo Ross D. Franklin, File)
Donald Trump (AP Photo Ross D. Franklin, File)

BRUXELLES – Era tutto previsto. Così il segretario generale della Nato Mark Rutte risponde a chi gli chiede del ritiro delle truppe statunitensi dall’Europa. In attesa di chiarimenti da parte del segretario di Stato Usa Marco Rubio, che ha confermato la sua presenza alla ministeriale degli Esteri in Svezia giovedì e venerdì, Rutte minimizza e ricorda che la mossa non avrà ripercussioni sui piani di difesa dell’alleanza. Intanto a Pechino Vladimir Putin e Xi Jinping rilanciano l’asse Cina-Russia, dopo la visita di Donald Trump della scorsa settimana.

Il dibattito sul sistema con cui vengono organizzate le forze militari Nato e il contributo degli Stati Uniti in questo senso “è ripreso un anno fa” e per questo motivo l’Europa e il Canada hanno iniziato a spendere di più nella difesa. “Abbiamo già predisposto – fa sapere – i processi necessari. È prassi normale. Quindi era prevedibile” e “credo che sia esattamente ciò che ci aspettavamo, in linea con l’approccio ‘senza sorprese’”.

A essere smobilitati saranno circa 5mila militari appartenenti a forze di rotazione che quindi “non avranno un impatto sui piani di difesa della Nato”, ribadisce Rutte rifacendosi a quanto già riferito dal comandante supremo alleato in Europa, Alexus Grynkewich. Circa 4.000 soldati della 2ª Brigata Corazzata della 1ª Divisione di cavalleria dell’esercito non saranno più schierati in Polonia. Secondo quanto riportato dall’Associated Press, ad alcuni soldati statunitensi della brigata è stato detto di non imbarcarsi sull’aereo poco prima della partenza.

Circa 1.000 soldati e 1.700 pezzi di equipaggiamento della medesima brigata erano già stati trasferiti nel vecchio continente poco prima che il loro dispiegamento venisse annullato. Il Pentagono comunica di avere “ridotto da quattro a tre il numero totale di Brigate di combattimento assegnate all’Europa” riportandolo quindi ai livelli del 2021. Bloccato anche il posizionamento in Germania di personale addestrato al lancio di razzi e missili a lungo raggio.

In ogni caso, Rutte rassicura: “Gli Stati Uniti rimarranno coinvolti in Europa nel tempo” ma “sappiamo che ci saranno degli aggiustamenti” e “dovranno orientarsi maggiormente verso l’Asia gradualmente e in modo strutturato”. Allargando lo sguardo a est, il capo dell’alleanza Atlantica evidenzia che Cina, Russia, Corea del Nord e Iran continuano a “lavorare a stretto contatto”. Sulla guerra in Ucraina, ricorda, il ruolo di Pechino che “è stata attiva nell’elusione delle sanzioni e nella fornitura di beni dual-use a duplice uso”.

E proprio a Pechino si sono incontrati Vladimir Putin e Xi Jinping. Un colloquio “sostanziale” focalizzato sulla cooperazione bilaterale, secondo il capo del Cremlino. Xi dal canto riferisce di un ordine internazionale “pericolosamente vicino a un ritorno a una lotta per il potere e il dominio in stile ‘legge della giungla’”. Nella sua visione, Mosca e Pechino “devono assumersi con fermezza le responsabilità di grandi nazioni, sostenere l’autorità delle Nazioni Unite e i principi di equità e giustizia internazionali, e opporsi a ogni forma di prepotenza unilaterale e a ogni tentativo di riscrivere la storia”.

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