De Roon: ‘Bergamo è casa, un legame oltre il calcio’

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Cronache sport calcio
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Marten de Roon, con 444 presenze, non è solo il primatista di partite giocate con la maglia dell’Atalanta, ma è diventato un’icona della città di Bergamo, di cui è anche cittadino benemerito. Il capitano nerazzurro ha ripercorso le tappe di un rapporto profondo, che va ben oltre il campo da gioco, nato da un’integrazione completa nel tessuto sociale e culturale locale.

“Quando sono arrivato nel 2015, non conoscevo l’Italia né la città, ma mi sono sentito subito in vacanza”, ha raccontato De Roon. Il primo impatto con le mura di Città Alta è stato un colpo di fulmine, un’immagine che per lui rappresenta l’essenza di Bergamo. Questo legame si è poi cementato attraverso episodi indelebili, come quando, poco dopo il suo arrivo, un tifoso gli stampò un bacio in bocca durante una festa, prima che venisse portato in trionfo tra la folla.

La consapevolezza che Bergamo sarebbe diventata la sua casa per sempre è maturata con il tempo, specialmente dopo il ritorno da una stagione in Inghilterra. La scelta di iscrivere le figlie alla scuola italiana ha segnato il passo definitivo. “Lo abbiamo fatto perché qui ci sentivamo a casa”, ha spiegato il centrocampista, le cui due figlie più piccole sono nate proprio a Bergamo.

De Roon ha descritto i bergamaschi come “grandi lavoratori”, incarnazione del motto “mola mia”, gente che apprezza la maglia sudata prima ancora della vittoria. Ha sfatato il mito della loro freddezza, spiegando che “all’inizio ti prendono le misure, ma poi ti danno il cuore”. Il suo ruolo di leader è cresciuto in modo naturale, sentendosi tale ancor prima di ricevere la fascia e guidando i compagni con l’esempio.

Fondamentale nel suo percorso è stato l’incontro con Gian Piero Gasperini. “Mi ha reso un giocatore migliore e ci ha insegnato a non avere paura”, ha affermato De Roon, sottolineando come il tecnico abbia cambiato la mentalità della squadra. Anche di fronte ai metodi esigenti dell’allenatore, il capitano ne ha sempre riconosciuto l’intento costruttivo: “Nove volte su dieci ha ragione, e lo fa per stimolare la reazione di un giocatore”.

Guardando al futuro, Marten de Roon sta accarezzando l’idea di diventare allenatore. Ha già iniziato a leggere libri di coaching e a confrontarsi con i suoi tecnici. Il suo desiderio è quello di aiutare i giovani a crescere, un tema su cui ha una visione chiara: secondo lui, il calcio italiano dovrebbe dare più spazio e fiducia ai talenti emergenti, lasciandoli giocare senza l’ossessione del risultato fin da piccoli.

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