Milan, la rivoluzione di Cardinale: cambia il vertice

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Cronache sport calcio
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Gerry Cardinale ha avviato una profonda ristrutturazione ai vertici del Milan. Il proprietario di RedBird, al termine di un periodo di apprendistato, ha deciso di prendere in mano direttamente la gestione del club, segnando l’inizio di una nuova era. La scelta è maturata in seguito a una stagione ritenuta insoddisfacente, culminata con la mancata qualificazione alla fase successiva della Champions League.

La decisione è stata accelerata dalla necessità di creare una macchina organizzativa che funzioni in perfetta sintonia. Cardinale non ha apprezzato le divisioni interne e la mancanza di collaborazione tra le diverse aree della società. L’obiettivo primario della rivoluzione è quindi ridisegnare la struttura dirigenziale affinché amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore lavorino all’unisono, condividendo una visione comune.

Il primo a pagare per questa mancanza di coesione è stato l’amministratore delegato Giorgio Furlani. Sebbene abile nella gestione finanziaria, la sua leadership è stata giudicata carente nella capacità di costruire un gruppo di lavoro efficace e coeso. La sua uscita segna il punto di non ritorno della nuova strategia imposta dal proprietario.

Anche la guida tecnica sarà oggetto di cambiamento. La società ha deciso di abbandonare un approccio tattico considerato troppo difensivo e orientato a non perdere piuttosto che a vincere. Si è ritenuto che questo stile non abbia valorizzato a pieno il patrimonio di giocatori a disposizione. La filosofia passata, orientata alla ricerca di risultati immediati, è stata archiviata come un errore.

Per il futuro, la dirigenza cercherà un allenatore con idee di gioco opposte: il nuovo tecnico dovrà proporre un calcio offensivo, veloce e propositivo. Si valutano profili anche stranieri, con l’idea di affidare la squadra a una figura che possa costruire un progetto a lungo termine. Si cercano profili con uno stile di gioco simile a quello di allenatori come Fàbregas, anche se non sarà lui il prescelto.

Non sono previsti ritorni dal passato. Paolo Maldini, pur godendo del rispetto di Cardinale, è considerato una figura non compatibile con la nuova esigenza di lavoro di squadra. Allo stesso modo, è stato escluso un rientro di Adriano Galliani, la cui visione del calcio è ritenuta superata. L’orientamento è quello di scegliere profili più giovani e allineati con la mentalità di RedBird.

Zlatan Ibrahimović manterrà il suo ruolo di consulente per RedBird, non entrando nell’organigramma del Milan. Le sue idee e i suoi consigli sul calcio saranno ascoltati in questa fase di transizione, ma non ricoprirà una carica dirigenziale. Le decisioni definitive arriveranno a breve: sul tavolo di Cardinale ci sono già rose di nomi sia per la posizione di AD sia per quella di allenatore. La scelta finale è attesa entro dieci giorni.

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