Crisi ONU: paralizzata dai veti, attivi solo gli aiuti

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Aiuti umanitari
Aiuti umanitari

Nelle grandi crisi internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente, le Nazioni Unite si sono dimostrate un’organizzazione assente. Nata per mediare e prevenire i conflitti, l’ONU ha visto il suo ruolo ridursi, lasciando le trattative di pace a iniziative di singoli Stati invece di gestirle nella sua sede istituzionale.

Durante il conflitto ucraino, scaturito dall’aggressione russa, l’Organizzazione non ha prodotto una condanna unanime, non ha esercitato pressione diplomatica per avviare negoziati e non ha autorizzato l’uso della forza, misura prevista dal suo statuto.

La radice di questa paralisi risiede nel meccanismo del Consiglio di Sicurezza, il cuore decisionale dell’ONU. È composto da cinque membri permanenti (Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Regno Unito) più dieci membri non permanenti a rotazione.

Il vero ostacolo è il diritto di veto concesso a ciascuno dei cinque membri permanenti. Basta che uno solo di loro si opponga per bloccare qualsiasi risoluzione, rendendo impossibile agire quando gli interessi di una superpotenza sono in gioco.

Di conseguenza, dal 1945 il Consiglio di Sicurezza ha autorizzato l’uso della forza solo in sette occasioni, sempre in conflitti locali dove non erano coinvolti gli interessi dei membri permanenti. Ogni tentativo di riformare questo meccanismo è fallito.

Nonostante l’inefficacia, l’ONU resta una macchina burocratica con costi enormi. Il suo bilancio si aggira sui 50 miliardi di dollari annui, con l’Italia che contribuisce con circa 747 milioni, sollevando dubbi sulla spesa.

In questo scenario si distingue una fondamentale eccezione: il World Food Programme (WFP). L’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, Nobel per la Pace 2020, fornisce assistenza alimentare ed economica nelle emergenze, operando con coraggio in teatri di guerra.

In Ucraina, il WFP è il principale attore umanitario, distribuendo cibo anche vicino al fronte. In Medio Oriente, porta aiuti essenziali alle popolazioni civili. In Iran, supporta i rifugiati. L’impegno del WFP ha evitato che il bilancio delle vittime fosse peggiore.

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