Hamilton ritrova la Ferrari: secondo posto in Canada

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Cronache sport formula1
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Il secondo posto conquistato da Lewis Hamilton in Canada ha segnato una svolta. Il pilota britannico, via radio, ha ringraziato il team in italiano, definendo il podio come il risultato che la squadra meritava. La sua performance ha mostrato un pilota finalmente a suo agio con la SF-26, tanto da portarlo a sole tre lunghezze dal compagno di squadra Leclerc in classifica.

Da tempo non si vedeva un Hamilton così aggressivo e al tempo stesso entusiasta. Il duello che lo ha visto prevalere su Verstappen per la seconda posizione è stato uno dei momenti salienti della gara. Lo stesso pilota ha raccontato l’enorme lavoro svolto per raggiungere questo livello di competitività, un percorso che ha comportato anche scelte tecniche precise.

Una delle chiavi di volta è stata la decisione di non utilizzare il simulatore del Cavallino per preparare il weekend canadese. Una scelta che Hamilton aveva già adottato in Cina, dove ha ottenuto l’altro suo podio stagionale. Il pilota si è definito “vecchia scuola”, sottolineando come i suoi migliori risultati del 2024 siano arrivati proprio senza l’ausilio della “pista virtuale” di Maranello.

Hamilton ha confermato che non userà il simulatore nemmeno per i prossimi Gran Premi, ritenendolo un rischio e sentendosi più a suo agio senza. Tuttavia, questo non significa un abbandono del progetto. Al contrario, il pilota inglese ha espresso la volontà di collaborare con la squadra per comprendere e risolvere i problemi di correlazione tra i dati del simulatore e il comportamento della vettura reale, un feedback che solo i piloti titolari possono fornire con precisione.

In attesa di ottimizzare gli strumenti in fabbrica, Hamilton si gode il suo miglior risultato in gara da quando veste i colori della Ferrari. Un successo condiviso con il suo nuovo ingegnere di pista, Carlo Santi, che lo segue dal Gran Premio d’Australia. Il pilota ha descritto il rapporto professionale con Santi come “fantastico”, esprimendo grande piacere nel lavorare con lui.

La presenza di Santi, inizialmente prevista come temporanea, potrebbe prolungarsi, dato che il team non sembra avere fretta di promuovere il nuovo arrivato Cedric Michel-Grosjean. Hamilton ha comunque riconosciuto il contributo di quest’ultimo, che lo ha aiutato a trovare una migliore messa a punto, permettendogli di attaccare le curve con la fiducia desiderata.

Il feeling ritrovato non dipende solo dalle persone, ma anche dalla SF-26, che ora sembra adattarsi meglio al suo stile di guida. Il pilota ha spiegato di aver sentito la possibilità di spingere al massimo in ogni giro, un’esperienza che ha definito eccezionale su un tracciato esigente come Montreal.

Anche il team principal Vasseur ha avuto un ruolo importante, sostenendo costantemente Hamilton e creando un ambiente favorevole. Il pilota ha riconosciuto gli sforzi del manager, affermando che il suo supporto sta iniziando a riflettersi concretamente nelle prestazioni. Ora l’inglese è atteso alla prova di conferma con l’inizio della stagione europea, a partire dal circuito di Monaco, dove aerodinamica e meccanica saranno decisive.

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