Brunello Cucinelli ha parlato della sua grande passione per lo sport, definito “qualcosa di sacro”. Lo stilista ha spiegato come l’interesse generale si sia allargato oltre il calcio, citando un dialogo con la moglie durante una partita di Jannik Sinner. “Una volta parlavate solo di calcio…”, ha ricordato, sottolineando come lo sport unisca, simile a una “tregua sacra” in tempi di guerra.
Riguardo proprio a Sinner, Cucinelli ha offerto una riflessione profonda. “Guardando la semifinale di Roma l’ho visto stanco. Non fisicamente, ma mentalmente”, ha dichiarato. Secondo l’imprenditore, il tennista, proveniente da un piccolo paese, necessita di tempo per riposare la mente: “Se posso, il consiglio è: ridategli il tempo per guardare le stelle”.
L’analisi si è poi spostata sul calcio italiano. Per Cucinelli, dopo l’esclusione dal Mondiale, non serve una rifondazione, ma la capacità di “dargli contemporaneità”. Ha citato Fabio Capello, indicando la necessità di allenarsi in modo diverso e di dare più spazio ai giovani talenti in prima squadra per accelerarne la crescita.
L’imprenditore ha ribadito il suo sogno di un calcio con più garbo e rispetto, un’esigenza che si estende a tutta la società, afflitta da un “mal dell’anima”. Ha raccontato di un incontro con gli arbitri a Coverciano, ai quali ha sottolineato l’importanza del rispetto dei ruoli, ricevendo come risposta: “Nessuno è più contento di niente”.
In merito alle figure del nostro calcio, ha espresso un parere positivo su Christian Chivu. “Mi piace come si esprime, non dice mai ‘io’, ma ‘noi’: mi ricorda un po’ Ancelotti”, ha affermato, lodando anche l’influenza di un dirigente come Marotta.
Su un possibile ruolo di Giovanni Malagò come presidente federale, il commento è stato favorevole. “Mi piace. Con lui alla guida, il nostro sport ha vissuto un decennio d’oro”, ha detto, definendolo un uomo di carattere e valore.
Cucinelli ha anche ricordato un suo dialogo con Gerry Cardinale, proprietario del Milan. “Gli ho detto che il calcio italiano ha un volume d’affari di circa un miliardo e mezzo, contro gli otto della Premier League”, ha spiegato, evidenziando come la Serie A sia diventata un campionato di transizione piuttosto che un punto d’arrivo.
Non sono mancati aneddoti, come il rapporto con Toto Wolff, team principal della Mercedes in Formula 1. “Già cinque, sei anni fa mi diceva: ‘Ho in mano un gioiellino, diventerà un grande campione'”, ha raccontato Cucinelli.
Infine, lo stilista ha rivelato una sua decisione personale: tornare a giocare a golf dopo aver smesso nel 1986. Convinto da tre amici, è pronto a riprovare, superando le difficoltà iniziali di uno sport che credeva, erroneamente, più facile.







