Traffico illecito di rifiuti tra Campania e Puglia: in 19 finiscono nei guai. Sequestri per 2 milioni

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Sopralluogo dei carabinieri in impianti di rifiuti
Sopralluogo dei carabinieri in impianti di rifiuti

NAPOLI – Maxi operazione dei carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli contro il traffico illecito di rifiuti tra Campania e Puglia.Su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Bari, circa 90 militari del Reparto speciale dell’Arma e dei Comandi provinciali di Napoli, Benevento, Bari, Roma, Caserta, Latina e Foggia hanno eseguito 19 misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti a un’organizzazione criminale specializzata nello smaltimento abusivo di rifiuti speciali.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe gestito una vera e propria filiera organizzata capace di movimentare enormi quantitativi di scarti industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata dei rifiuti urbani provenienti da impianti delle province di Roma, Napoli, Caserta, Salerno e Brindisi. In sei sono finiti agli arresti domiciliari. Per altri sette è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre sei imprenditori, tra cui un 43enne di Sant’Anastasia, sono stati interdetti per un anno dall’esercizio dell’attività.

L’inchiesta ha fatto emergere un sistema basato su false classificazioni dei rifiuti e documentazione fittizia che indicava siti di smaltimento inesistenti. In questo modo i camion, formalmente autorizzati al trasporto, riuscivano a eludere i controlli e a raggiungere aree agricole, cave dismesse e capannoni abbandonati nelle province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Napoli e Frosinone. Le campagne pugliesi, in particolare gli uliveti e i vigneti dell’Alto e del Basso Tavoliere, sarebbero state trasformate nel tempo in discariche a cielo aperto. I carichi provenienti soprattutto dalle province di Napoli, Caserta e Salerno venivano scaricati nelle aree intorno a Cerignola, San Severo e Lucera, spesso durante la notte.

In alcuni casi i rifiuti venivano addirittura incendiati dopo lo sversamento, con conseguenze pesanti per l’ambiente e per la salute dei residenti. Gli inquirenti parlano di un sistema consolidato e ramificato, capace di sfruttare autorizzazioni regolari e società compiacenti per coprire attività illecite milionarie. Diciassette le aziende che compaiono nel fascicolo d’inchiesta, per un totale di circa 2 milioni di euro sequestrati. Disposto per la Desi Group di Sant’Anastasia il sequestro di circa 317mila euro. Confiscati, invece, 144mila euro alla Metalplast di Sparanise. All’Ambiente e Metalli, azienda che per anni ha gestito la raccolta rifiuti nel capoluogo e in diversi Comuni della provincia di Caserta, sono stati sequestrati circa 587mila euro.

Indagati rifiuti 28 maggio
Indagati rifiuti 28 maggio - 2

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