Sinner a Torino per esami dopo il malore al Roland Garros

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Sport tennis
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“Non sono un robot”. Con queste parole Jannik Sinner ha commentato a mente fredda il malessere che lo ha costretto al ritiro dal Roland Garros. L’episodio ha interrotto la sua lunga serie di vittorie e ha dimostrato come anche il fisico di un superatleta possa cedere se portato al limite dello stress.

Dopo la partita, il numero uno del mondo ha lasciato Parigi per tornare a Montecarlo. Da lì ha organizzato il suo trasferimento a Torino, dove ha pianificato una serie di controlli medici approfonditi per fare chiarezza sulla sua condizione.

La sede prescelta per i test diagnostici è il JMedical, il centro d’eccellenza del club Juventus a cui Sinner si affida da tempo per la cura del suo corpo. Lo staff medico è in attesa della sua chiamata per avviare tutti gli esami necessari a comprendere le ragioni dei recenti problemi fisici.

Una volta terminati gli accertamenti, la cui durata dipenderà dalla complessità delle analisi, il tennista osserverà un periodo di dieci giorni di riposo assoluto. Durante questa pausa non toccherà la racchetta, concedendosi un periodo di stacco lontano dai riflettori.

La preparazione riprenderà l’8 giugno a Montecarlo, con l’obiettivo di arrivare al meglio a Wimbledon. L’atleta avrà a disposizione tre settimane piene per allenarsi, un periodo di carico che gli è mancato negli ultimi mesi, caratterizzati da un ritmo di gioco incessante. Al suo fianco ci sarà il coach Simone Vagnozzi, e non è escluso un rientro anticipato di Darren Cahill dall’Australia per supportarlo in questa fase delicata.

Riguardo alle cause del malore, Sinner ha precisato che il caldo non è stato il fattore scatenante principale. Le condizioni a inizio partita non sembravano proibitive e l’atleta non aveva mostrato segnali di difficoltà fino al crollo avvenuto nel terzo set.

L’ipotesi più accreditata è quella di una concatenazione di fattori. Lo stress accumulato per l’alto numero di partite, la tensione emotiva e la scarsa qualità del sonno dovuta al sovraffaticamento hanno contribuito a svuotare le sue energie. Segnali simili si erano già manifestati durante la semifinale di Roma, giocata in condizioni climatiche più miti. L’atleta lavorerà ora per comprendere a fondo le cause e tornare al massimo della forma per il prossimo Slam.

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