Zachary Svajda, californiano classe 2002, sarà il prossimo avversario di Flavio Cobolli agli ottavi di finale del Roland Garros. L’americano ha raggiunto questo traguardo dopo un’inattesa vittoria in cinque set contro Francisco Cerundolo, un risultato accolto con incredulità e commozione.
La sua reazione emozionata è legata non solo al successo sportivo, ma anche a un ricordo personale: il 30 maggio sarebbe stato il compleanno di suo padre Tom, scomparso a causa di un cancro. Tom Svajda è stato il suo primo allenatore al Pacific Tennis Beach Club di San Diego e l’artefice di un percorso sportivo unico nel suo genere.
La storia di Svajda è particolare: ha raggiunto i massimi livelli senza aver mai disputato un torneo ufficiale fino ai 16 anni. L’atleta ha saltato completamente l’attività giovanile, una decisione motivata in parte da ragioni economiche che non gli permettevano di viaggiare con frequenza per competere.
Come ha spiegato lo stesso tennista nel 2023, la famiglia ha preferito concentrarsi sul miglioramento tecnico piuttosto che sulla partecipazione ai tornei. Questa scelta, sebbene controcorrente, è stata supportata dal fatto che entrambi i suoi genitori sono allenatori di tennis.
Nonostante abbia giocato solo quattro tornei junior, i risultati non sono mancati. Svajda ha vinto per due volte, nel 2019 e nel 2021, i Campionati Nazionali Americani Under 18, ottenendo in entrambe le occasioni una wildcard per il tabellone principale dello Us Open.
Nella sua seconda partecipazione, dopo aver superato Marco Cecchinato al primo turno, è stato sconfitto da Jannik Sinner. La scelta di non competere è stata finalizzata a favorire lo sviluppo fisico e mentale, concentrandosi sugli allenamenti.
Da quel momento, la sua crescita è stata graduale, portandolo a entrare per la prima volta nella top 100 mondiale lo scorso febbraio. Svajda è noto per essere un ragazzo tranquillo, che raramente mostra le proprie emozioni in campo, se non a risultato acquisito.
“Ho sempre avuto lo stesso atteggiamento, fin da bambino”, ha dichiarato in passato. “Sto lavorando per mostrare un po’ di energia positiva, ma vengo da San Diego e ho un approccio rilassato alla vita”.
Il tennista ha già affrontato Cobolli una volta, sul cemento di Delray Beach, ma la sua esperienza sulla terra rossa è molto limitata. “Ho giocato per la prima volta su questa superficie a 21 anni. È una situazione ancora nuova per me, ma sta funzionando”, ha ammesso.
Il suo approccio tardivo alle diverse condizioni di gara non gli ha impedito di raggiungere traguardi importanti. Al termine dell’incontro con Cerundolo ha dedicato la vittoria al padre: “Mi avrebbe detto di godermela e che posso battere chiunque”.










