Charles De Ketelaere si è unito alla nazionale belga per il Mondiale con un chiaro obiettivo di rilancio. La sua ultima stagione all’Atalanta, la terza con il club bergamasco, è stata infatti la prima chiusa senza raggiungere la doppia cifra complessiva tra gol e assist.
Le sue statistiche evidenziano un calo: dopo una prima annata da 14 reti e 11 assist e una seconda da 13 gol e 13 assist, quest’ultima si è fermata a 5 marcature e 7 passaggi vincenti. Un rendimento che ha risentito di un percorso non lineare, segnato da due principali ostacoli. Un primo problema fisico tra settembre e ottobre ha rappresentato un rallentamento, seguito da un infortunio ben più serio al menisco interno del ginocchio destro, che ha richiesto un intervento chirurgico.
Questo stop di un mese tra febbraio e marzo, nel cuore della stagione, ha penalizzato sia l’Atalanta sia il morale del giocatore. Paradossalmente, nonostante le assenze, De Ketelaere ha stabilito il suo record di minuti giocati in campionato, arrivando a 2.190. A mancare non è stata la presenza, ma la brillantezza e la continuità nel creare superiorità numerica, doti che avevano caratterizzato il suo impatto a Bergamo dopo la stagione negativa al Milan.
L’Atalanta, tuttavia, non ha perso fiducia nel suo talento. Il club lo considera uno dei perni del nuovo progetto tecnico guidato da Maurizio Sarri, nel quale la sua qualità sarà fondamentale anche nel modulo 4-3-3. In Serie A, pochi giocatori possiedono la sua capacità di rompere le linee avversarie, una caratteristica che la società intende valorizzare.
Il Mondiale rappresenta quindi una vetrina cruciale per ritrovare slancio ed entusiasmo da riportare poi a Zingonia. Il Belgio, inserito in un girone con Egitto, Iran e Nuova Zelanda, ha buone possibilità di avanzare nel torneo. Il sorriso con cui il giocatore si è presentato al raduno della nazionale suggerisce uno stato d’animo sereno e concentrato.
Prima dell’inizio della competizione, il Belgio affronterà in amichevole la Croazia e la Tunisia. Per De Ketelaere sarà il secondo Mondiale, un’esperienza ben diversa da quella del 2022, dove il suo ruolo fu marginale con appena un quarto d’ora giocato. In questi quattro anni, il fantasista è maturato notevolmente.
L’esperienza all’Atalanta gli ha permesso di giocare con costanza in Champions League e di vincere un’Europa League, consolidando il suo status all’interno della nazionale. La sua duttilità tattica, che lo ha portato a essere impiegato anche come “falso nueve”, e la sua intelligenza calcistica lo hanno reso un elemento prezioso. “Sono cresciuto come giocatore, mi piace stare all’Atalanta e sono super felice lì”, aveva dichiarato a marzo, confermando un legame solido con il club.








