Nikola Vlasic si è affermato come leader indiscusso del Torino, chiudendo un’annata eccezionale che lo proietta verso il Mondiale con la Croazia in piena forma. Le sue statistiche raccontano una crescita netta, con 9 gol segnati (otto in campionato e uno in Coppa Italia) e 5 assist forniti.
Questo bottino rappresenta il suo miglior rendimento da quando veste la maglia granata, superando la sua prima stagione (2022-23) in cui aveva totalizzato cinque gol e otto assist. Ma i numeri che certificano la sua centralità nel progetto tecnico non si limitano alle partecipazioni dirette ai gol. Vlasic è stato il giocatore di movimento più utilizzato in Serie A con 37 presenze, di cui 36 da titolare.
La sua influenza sul gioco è confermata dal numero di occasioni create (54, quasi il doppio rispetto al secondo in questa classifica, Lazaro, fermo a 31) e dai dribbling tentati (56). Questi dati dimostrano come il croato sia stato il principale catalizzatore della manovra offensiva, l’uomo a cui i compagni hanno affidato il pallone per avviare le ripartenze e scardinare le difese avversarie.
La sua trasformazione, però, si è completata con un apporto decisivo anche in fase di non possesso. Vlasic è risultato primo nella squadra per duelli ingaggiati (340), un dato che evidenzia la sua volontà di lottare su ogni pallone. Questa nuova aggressività ha comportato un aumento dei falli e delle ammonizioni: i sette cartellini gialli ricevuti nell’ultimo campionato superano il totale delle sue precedenti stagioni in granata messe insieme (quattro).
Questo incremento non va letto come un fattore puramente negativo. Le sanzioni, quasi tutte per gioco falloso e senza mai portare a un’espulsione, sono il segno di un giocatore che non si è mai tirato indietro, pressando costantemente i portatori di palla avversari e spendendosi in prima persona per recuperare il possesso. Un atteggiamento da vero leader.
Alla base di questa maturazione ci sono una condizione fisica ottimale e un approccio mentale rinnovato. A differenza dell’annata precedente, condizionata da un infortunio muscolare che ne aveva limitato il rendimento nel girone d’andata, Vlasic ha potuto svolgere una preparazione estiva completa. I test atletici di luglio lo avevano già visto primeggiare, frutto di un mese di lavoro anticipato.
“Amo il Toro, qui ho trovato la felicità”, aveva dichiarato dopo il gol nel derby di gennaio, un momento che ha segnato l’inizio della sua crescita esponenziale. L’impegno in allenamento e la continuità di rendimento gli hanno permesso di disputare la sua migliore stagione in Italia, trasformandolo in un giocatore totale, un riferimento tecnico e carismatico per tutto il gruppo.







