Follia a Castellammare: cappuccio bianco e machete per rubare shampoo, 53enne in manette

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Una scena che sembrava tratta da un film dell’orrore o da un oscuro capitolo di storia americana, piombata nel cuore della notte stabiese. Una figura spettrale, il volto celato da un cappuccio bianco a punta, sinistramente simile a quello indossato dai membri del Ku Klux Klan, che brandisce un machete affilato. Ma non siamo nel profondo sud degli Stati Uniti, e la data sul calendario segna il 6 agosto 2026. Nessuna rivendicazione di supremazia razziale, nessun messaggio d’odio. Solo la brutale, e per certi versi assurda, cronaca di un furto.

È accaduto ieri sera, in via Allende. La quiete è stata squarciata dal rumore violento e ripetuto di colpi contro una vetrina. L’uomo incappucciato, un 53enne del posto, si stava accanendo con forza contro il vetro di una nota parruccheria, un “hair-stylist” come si usa dire oggi. La lama del machete, usata come un ariete, ha mandato in frantumi la barriera trasparente, aprendo un varco verso l’interno del negozio.

La scena, tanto terrificante quanto surreale, non è passata inosservata. Mentre alcuni passanti, attoniti e spaventati, cercavano riparo, altri non hanno esitato a estrarre i propri smartphone, riprendendo l’intera sequenza e postandola quasi in tempo reale sui social network. I video, diventati virali in pochi minuti, mostrano l’uomo che si accanisce sulla vetrina, incurante di essere visto e filmato.

Nel frattempo, numerose chiamate al 112 hanno fatto scattare l’allarme. Sul posto sono confluite a sirene spiegate le pattuglie dei Carabinieri della stazione locale e della sezione radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia. Al loro arrivo, i militari hanno trovato la vetrina sfondata e l’uomo che si era già introdotto nel locale.

Una volta all’interno, la scena che si è presentata ai Carabinieri ha aggiunto un ulteriore strato di bizzarria al quadro già di per sé grottesco. L’uomo incappucciato aveva agguantato un bottino misero: alcuni prodotti professionali per la cura dei capelli, per un valore commerciale di poche decine di euro. A terra, vicino ai vetri infranti, alcune macchie di sangue testimoniavano che, con ogni probabilità, l’uomo si era ferito durante l’effrazione.

I militari lo hanno bloccato senza che opponesse ulteriore resistenza. Una volta tolto il copricapo, è emersa l’identità di un 53enne del posto. Per lui sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di furto aggravato. Il machete, un’arma potenzialmente letale, è stato posto sotto sequestro, mentre l’intera refurtiva è stata recuperata e restituita al proprietario del negozio.

Dopo le formalità di rito in caserma, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato tradotto agli arresti domiciliari in attesa del processo. Resta lo sconcerto in città per un episodio che unisce la violenza di un’aggressione armata all’assurdità di un furto di poco conto, il tutto amplificato dalla cassa di risonanza dei social media, che hanno trasformato un atto criminale in uno spettacolo virale.

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