Mats Wilander ha identificato in Alexander Zverev il “terzo incomodo” capace di inserirsi stabilmente nella rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Secondo l’ex campione svedese, il tennista tedesco ha finalmente superato un blocco mentale, imparando a trasformare la tensione in energia positiva e giocando con maggiore convinzione nei momenti cruciali.
Ora che ha rotto questo tabù, Wilander si aspetta di vederlo competere in modo più rilassato, essendosi tolto un grande peso. “Credo che se cercavamo il terzo incomodo tra Sinner e Alcaraz, finalmente lo abbiamo trovato”, ha dichiarato l’analista. Per Jannik e Carlos, questo significa non poter più stare tranquilli, perché Sascha si avvicinerà molto al loro livello.
L’analisi di Wilander si è poi spostata sul tennis italiano, che sta vivendo un momento d’oro che gli ricorda la sua Svezia all’inizio degli anni ’80. Quella nazionale, ispirata da Bjorn Borg, diede vita a una generazione di grandi talenti. “Solo che il vostro movimento mi sembra più solido”, ha sottolineato, evidenziando la presenza di atleti capaci di vincere su ogni superficie.
Tra gli italiani, Flavio Cobolli lo ha sorpreso per il suo gioco eccezionale, definendolo uno dei più forti sulla terra battuta in questo momento. Wilander si è invece detto dispiaciuto per Matteo Berrettini, per cui ha ammesso di fare il tifo e che, a suo dire, si meritava di tornare a giocarsi un titolo.
Riguardo al recente problema fisico di Jannik Sinner, la visione di Wilander è chiara: è stata solo una questione fisica. L’altoatesino ha giocato molto nei mesi precedenti il Roland Garros, con poco tempo per recuperare e per allenarsi con l’intensità necessaria. “Si è trovato senza energie. Ora ho visto che si è riposato, quindi lo rivedremo in gran forma quando rientrerà”, ha commentato.
Spostando lo sguardo su Wimbledon, l’ex numero uno al mondo ha analizzato le prospettive di Novak Djokovic. Sull’erba, secondo Wilander, le distanze tra il serbo e i suoi principali rivali si riducono. Il torneo londinese rappresenta per lui la migliore occasione per raggiungere il record di 25 Slam, anche per una questione statistica: sui prati il numero di avversari in grado di batterlo diminuisce drasticamente.
Wilander ha espresso grande apprezzamento per la nuova generazione di talenti, citando Joao Fonseca, Martin Jodar e Jakub Mensik. “Tutti e tre sono la conferma che il tennis porta sempre con sé la capacità di rigenerarsi”, ha affermato. La loro forza attuale risiede nella libertà mentale, potendo crescere senza la pressione delle aspettative grazie alla presenza di Sinner e Alcaraz.
Riflettendo sulla propria carriera, l’ex campione ha ricordato la sua vittoria al Roland Garros a meno di 18 anni, ottenuta proprio grazie alla spensieratezza e all’assenza di pressione. Ha concluso con un aneddoto: “Quando raggiunsi i quarti, l’unica preoccupazione era che se avessi vinto mi toccava trovare un altro volo per tornare a casa”.








