GIUGLIANO IN CAMPANIA – Una disperata operazione di salvataggio organizzata tramite videochiamata, un inseguimento a piedi tra i campi nel cuore della notte e l’intuito di un carabiniere che ha trasformato una fuga quasi riuscita in una trappola perfetta. Si è conclusa con un arresto e quattro denunce una movimentata nottata a Varcaturo, frazione di Giugliano, dove una banda di giovanissimi specializzati in furti d’auto è finita nella rete dei militari dell’Arma.
Tutto ha inizio a notte fonda, lungo via San Francesco, una strada sterrata che si inoltra nella campagna a destra dell’asse mediano. Una gazzella della sezione radiomobile di Giugliano sta pattugliando l’area quando, in fondo al sentiero polveroso, nota una Peugeot 3008 ferma. I militari accendono gli abbaglianti e il fascio di luce illumina la scena: a bordo del suv ci sono due ragazzi, ma l’attenzione viene subito catturata da un’altra vettura, una Fiat 500x nera con targa spagnola, parcheggiata poco distante. Al volante, un solo giovane, riconoscibile per un taglio di capelli alla moda, corti e bianco ossigenato.
Non c’è nemmeno il tempo di scendere per un controllo. Appena compresa la situazione, la 500x ingrana la marcia e scappa a tutta velocità, seguita a ruota dalla Peugeot. La pattuglia decide di concentrarsi sull’auto con targa straniera, dando il via a un breve ma intenso inseguimento. La fuga del ragazzo dai capelli bianchi, però, si interrompe bruscamente: la strada sterrata si rivela un vicolo cieco. Senza altre vie d’uscita, il giovane abbandona l’auto e, stringendo tra le mani un borsello nero, scavalca una recinzione e si lancia in una corsa disperata attraverso i campi coltivati, scomparendo nel buio.
I carabinieri non si arrendono. Mentre la centrale operativa invia rinforzi in zona, i militari si mettono sulle tracce del fuggitivo, setacciando a piedi il terreno agricolo. Per alcuni minuti, il silenzio della notte, rotto solo dal rumore lontano del traffico, sembra dare ragione al ladro. Ma è qui che l’esperienza di uno dei carabinieri cambia le sorti dell’operazione. Risalito sulla gazzella, il militare nota in lontananza i fari di una Bmw X1 che si avvicina lentamente. Con un lampo d’intuito, spegne i fari dell’auto di servizio e si nasconde, attendendo la mossa successiva.
L’intuizione si rivela corretta. La Bmw si ferma proprio all’imbocco della strada sterrata, con il motore acceso, pronta a ripartire. Un istante dopo, da un cespuglio emerge la figura del fuggitivo: è il ragazzo con i capelli ossigenati, sporco di terra e fango, con in mano il borsello e uno smartphone con lo schermo acceso su una videochiamata in corso. È la trappola. Il carabiniere mette in moto, sbarra la strada alla Bmw e scende dall’auto, raggiunto subito dopo dai colleghi di rinforzo. Lo smartphone è ancora attivo: la videochiamata era proprio con il conducente della Bmw, giunto sul posto per recuperare il complice.
Il fuggitivo è un 19enne di Casavatore, già noto alle forze dell’ordine. Per lui sono scattate le manette con le accuse di furto aggravato e possesso di grimaldelli e chiavi alterate. Nel suo borsello, infatti, è stato trovato un kit completo per il furto di veicoli, comprensivo di un decodificatore per centraline. La Fiat 500x è risultata rubata la notte precedente a Caserta; il proprietario, contattato dai militari, non si era ancora accorto di nulla.
Nei guai anche i soccorritori. L’autista della Bmw, un 24enne di Frattaminore con precedenti, e gli altri tre passeggeri – un 20enne e due minorenni di 16 e 15 anni, tutti incensurati – sono stati denunciati a piede libero per favoreggiamento. Un’operazione di recupero fallita miseramente, che ha messo fine, almeno per ora, alla carriera criminale della giovane banda.













