A quasi una settimana dalla conclusione del Gran Premio di Monaco, la classifica finale è stata riscritta. La Federazione ha ufficialmente restituito a Pierre Gasly il terzo posto, revocando le due penalità da cinque secondi che gli erano state inflitte per eccesso di velocità in corsia box.
La decisione è arrivata in seguito all’accoglimento del “Diritto di Revisione” presentato dal team Alpine. La scuderia ha dimostrato con successo l’esistenza di un errore nel sistema di cronometraggio, portando i commissari a correggere l’ordine d’arrivo e a restituire a Gasly il podio, scalzando Isack Hadjar in quarta posizione.
Il fulcro della questione è stato un errore nella misurazione della prima zona di rilevamento della velocità all’ingresso della pit lane. A causa di una modifica al posizionamento delle barriere, la traiettoria percorsa dai piloti è risultata più stretta del previsto.
Il sistema di cronometraggio era impostato su una distanza di 26,92 metri, ma rilievi successivi hanno confermato che la distanza minima effettiva era di soli 26,15 metri. Questa discrepanza di 77 centimetri ha falsato i calcoli, segnalando come irregolari velocità che in realtà rientravano ampiamente nei limiti, aggirandosi intorno ai 58,7 km/h contro i 60 km/h di soglia.
Se per Gasly la revisione ha significato la restituzione di 10 secondi e del podio, per altri quattro piloti la decisione ha il sapore della beffa. La documentazione ufficiale della FIA ha infatti confermato che anche Lewis Hamilton, George Russell, Oscar Piastri e Franco Colapinto sono stati sanzionati per la stessa infrazione inesistente.
Tuttavia, le loro penalità sono rimaste valide. Il regolamento non consente ai commissari di annullare una sanzione che è già stata scontata durante la gara, come un’aggiunta di tempo durante un pit stop. Le strategie e le posizioni di questi piloti sono state quindi alterate in modo irreversibile.
I commissari hanno ammesso con rammarico di non avere “alcun potere per ‘annullare’ una penalità già scontata”. Inoltre, è stato sottolineato come nessun altro team, oltre ad Alpine, abbia presentato un’istanza di revisione entro i termini previsti, rendendo così definitivi i risultati degli altri piloti coinvolti.
Paradossalmente, è stata proprio la penalità inflitta a Franco Colapinto, compagno di scuderia di Gasly, a salvare il risultato del francese. Dopo aver visto Colapinto sanzionato per una velocità di 60,1 km/h, il muretto Alpine ha immediatamente avvisato Gasly via radio di affrontare l’ingresso box con estrema cautela.
Nonostante le precauzioni, Gasly è stato comunque segnalato per eccesso di velocità a causa del sistema difettoso. Poiché le sue penalità sono state applicate come aggiunta di tempo a fine gara, e non scontate durante un pit stop, è stato possibile per la Federazione cancellarle semplicemente dal suo tempo totale, riscrivendo la classifica.









