Immobile, l’accusa: ‘Il calcio italiano è in ritardo’

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Cronache sport calcio
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L’addio al calcio giocato è arrivato di recente, ma per Ciro Immobile era il momento giusto. Dopo l’ultima esperienza con il Paris FC, l’ex attaccante ha concesso una lunga intervista al mensile SoFoot, offrendo una lucida analisi sui problemi che affliggono il movimento calcistico italiano.

Il punto centrale della sua critica riguarda le infrastrutture. “Il problema in Italia è la base, sono le strutture”, ha spiegato Immobile, portando come esempio la differenza tra gli impianti francesi e quelli italiani. “Una squadra come Parigi ha uno stadio moderno, dove i tifosi accolti bene possono creare un ambiente speciale. Se la Lazio avesse uno stadio come quelli di Strasburgo e Lione, cambierebbe tutto”.

Secondo l’ex bomber, il sistema nazionale sconta un grave ritardo su questo fronte. Ha poi aggiunto una riflessione sulla formazione dei giovani, ricordando come gran parte delle sue abilità siano nate giocando per strada, un’esperienza che le nuove generazioni non vivono più. “Bisogna che i giocatori di oggi e quelli di domani abbiano ben in testa che lo scopo resta quello di divertirsi, ovunque tu decida di giocare”.

Un altro tema toccato da Immobile è la crisi del ruolo del centravanti puro in Serie A. “Da noi attualmente non c’è nessuno che abbia i miei numeri di quando vincevo la classifica dei marcatori”, ha osservato, ricordando la concorrenza con attaccanti come Higuaín e Toni. Ha sottolineato come in passato anche le squadre di provincia potessero contare su bomber da doppia cifra, citando Maccarone, Di Michele e Lucarelli.

L’analisi si è spostata poi sul ruolo degli allenatori, che avrebbero cambiato le priorità tattiche. “Forse oggi sono gli allenatori a chiedere cose diverse, considerando l’attaccante innanzitutto come un regista avanzato più che un bomber”, ha proseguito. “Prima si chiedeva agli attaccanti di finire le azioni, di mettere la palla dentro. Adesso un allenatore è contento se l’attaccante ha fatto giocare la squadra, che segni o no”.

Nonostante questo scenario, Immobile ha individuato un potenziale erede nel panorama italiano. “Il solo che mi pare in grado di fare il mio percorso è Pio Esposito”, ha dichiarato l’ex centravanti. Ha però subito aggiunto una precisazione che conferma la sua tesi sul cambiamento del ruolo: “Ma pure lui cerca prima l’azione decisiva che il gol puro e duro”. Questa indicazione rappresenta quindi sia una speranza per il futuro dell’attacco azzurro sia una conferma delle nuove tendenze tattiche.

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