Si è concluso a Forio, sull’isola d’Ischia, il percorso quinquennale del progetto europeo Life Dream, un’iniziativa dedicata alla salvaguardia degli ecosistemi marini del Mediterraneo. L’evento finale ha rappresentato un’importante occasione di bilancio e confronto, celebrando la proficua collaborazione tra istituzioni, ricercatori e le comunità di pescatori locali.
Il progetto è nato con una duplice, ambiziosa missione: da un lato, proteggere e contribuire al ripristino delle preziose barriere coralline profonde, habitat fondamentali per la biodiversità marina; dall’altro, contrastare attivamente l’inquinamento attraverso la rimozione dei rifiuti sommersi, con un occhio di riguardo per lo sviluppo di modelli innovativi di economia circolare. Le foreste di corallo profondo, infatti, sono ecosistemi estremamente fragili e vulnerabili all’impatto delle attività umane, inclusi i rifiuti abbandonati.
I risultati ottenuti in cinque anni di attività sono stati tangibili e incoraggianti. Complessivamente, sono stati coinvolti 44 pescherecci operanti nel Mediterraneo, con un nucleo di 35 operatori provenienti proprio dall’isola d’Ischia, che si sono rivelati protagonisti essenziali del progetto. Grazie al loro impegno, sono stati recuperati oltre 1.500 chilogrammi di rifiuti marini dai fondali.
Di questi, circa la metà era costituita da plastica. Questo materiale, anziché finire in discarica, è stato avviato a un processo di trasformazione che lo ha convertito in carburante di seconda generazione, dimostrando concretamente come un problema ambientale possa diventare una risorsa economica e un esempio di economia circolare.
L’esperienza di Life Dream ha confermato un principio fondamentale: i pescatori non sono parte del problema dell’inquinamento marino, ma possono e devono essere considerati parte integrante della soluzione. Il progetto ha dimostrato che la pesca professionale, se correttamente supportata, può coesistere con la tutela dell’ambiente, diventando uno strumento attivo di monitoraggio e pulizia del mare.
Proprio per valorizzare questo ruolo, durante l’evento è stata ribadita con forza, in collaborazione con Federpesca, la necessità di dare piena e rapida attuazione alla Legge 60/2022, nota come “Legge Salvamare”. Questa normativa è cruciale perché autorizza i pescatori a portare a terra i rifiuti accidentalmente raccolti durante le loro attività, senza incorrere in sanzioni e senza dover sostenere i costi di smaltimento.
A questo appello ha risposto il governo. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha assunto l’impegno formale di emanare entro l’autunno del 2026 i decreti attuativi ancora mancanti. Questi decreti definiranno le modalità operative e le risorse per rendere la legge pienamente funzionante, riconoscendo il servizio svolto dalle imprese di pesca.
La rilevanza dell’incontro è stata sottolineata dalla partecipazione di figure chiave: il direttore del progetto Antonino Miccio, il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra, il Capo di Gabinetto del Sottosegretario all’Ambiente Ettore De Conciliis e la Direttrice Generale della Pesca del Masaf, Graziella Romito. Presenti anche il Comune di Forio, la Guardia Costiera e le cooperative dei pescatori di Ischia e Monopoli.












