La Formula 1 ha confermato di essere in linea con l’ambizioso obiettivo di diventare uno sport a zero emissioni nette di carbonio entro il 2030. Un recente rapporto, basato sui dati relativi alla stagione 2025, ha rivelato una significativa riduzione del 35% dell’impronta di carbonio complessiva rispetto ai valori di riferimento del 2018. Questo risultato rappresenta un’ulteriore accelerazione, con un calo del 12% registrato nel solo ultimo anno.
In termini assoluti, le emissioni totali di anidride carbonica sono scese da 228.793 tonnellate nel 2018 a 148.805 tonnellate nel 2025. È importante sottolineare come questo calcolo non si limiti alle sole attività in pista, ma abbracci l’intero ecosistema della F1. Le cifre includono infatti le operazioni interne, la gestione delle fabbriche, gli eventi e i viaggi di tutte le scuderie, offrendo una visione completa dell’impatto ambientale dello sport.
I progressi più importanti sono stati registrati in settori chiave. Le emissioni prodotte da fabbriche e strutture hanno subito un crollo del 64% dal 2018, con una diminuzione del 14% su base annua. Anche il comparto della logistica ha mostrato un miglioramento notevole, con una riduzione del 29% rispetto al 2018 e un calo del 21% nell’ultimo anno, a dimostrazione di un’efficace riorganizzazione delle operazioni.
Uno dei pilastri di questa trasformazione è stato l’intervento sul calendario dei Gran Premi, riorganizzato secondo un criterio di regionalizzazione geografica. Raggruppando le gare per aree continentali, la Formula 1 ha ottimizzato in modo significativo lo spostamento di merci e personale, riducendo i lunghi viaggi intercontinentali.
Un esempio concreto di questa strategia è stato lo spostamento del Gran Premio del Giappone in primavera, per allinearlo alle tappe in Australia e Cina. Allo stesso modo, la decisione di far disputare consecutivamente i Gran Premi di Miami e del Canada ha permesso, da sola, di tagliare le emissioni legate a viaggi e logistica di quasi il 3%. A questo si aggiunge la scelta di privilegiare il trasporto marittimo rispetto a quello aereo per il movimento delle attrezzature.
Il cuore tecnologico della sfida ambientale riguarda l’introduzione dei carburanti avanzati sostenibili, il cui utilizzo diventerà obbligatorio per tutte le monoposto a partire dalla stagione 2026. Sebbene le emissioni prodotte direttamente dalle auto rappresentino una percentuale minoritaria dell’impronta totale, l’impatto di questa innovazione sarà enorme. Questi carburanti garantiranno infatti una riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra rispetto ai combustibili fossili tradizionali, fungendo da catalizzatore per l’industria automobilistica globale.
Stefano Domenicali, Presidente e Amministratore Delegato della Formula 1, ha attribuito questi importanti risultati a uno “sforzo collettivo di tutto lo sport”. Ha inoltre evidenziato come la riduzione dell’impatto ambientale stia procedendo con successo nonostante la continua e robusta crescita globale della disciplina. Il piano “Net Zero by 2030” prosegue con determinazione, fissando come prossimo traguardo una riduzione minima del 50% delle emissioni assolute rispetto ai livelli del 2018.





