NOMI. Mondragone, giro di crediti fittizi: 18 indagati. Usati per abbattere i debiti fiscali di diverse società

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Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

MONDRAGONE – Crediti d’imposta ritenuti inesistenti e utilizzati in compensazione per abbattere debiti fiscali. È il filo dell’inchiesta condotta dalle fiamme gialle e coordinata dai pm Simona Faga e Gionata Fiore, che hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 18 persone. Il nome che ricorre in quasi tutte le imputazioni è quello di Giuseppe Landa, indicato dalla Procura come consulente fiscale: secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe apposto i visti di conformità sulle dichiarazioni e curato la trasmissione telematica dei modelli, consentendo l’utilizzo dei crediti contestati.

Oltre Landa, gli indagati, tutti da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, sono Agostino Napolitano, 63 anni, di Mondragone; Nicola Manieri, 56 anni, Pasquale Toscano, 59 anni, Antonio Forte, 82 anni, tutti di Minturno; Pietro Guardabascio, 61 anni, di Formia; Ivano Motta, 55 anni, Vincenzo Zito, 59 anni, di Palermo; Loredana Coppo, 73 anni, di Roma; Ciro Romano, 53 anni, di Napoli, Filippo Bruno, 73 anni, Cori; Bruno Bartolo, 55 anni, Giuseppe Giuliano Massimo, 69 anni, di Santa Croce di Magliano; Vanessa Massimo, 36 anni, di Termoli; Alessandro Franceschetti, 36 anni, di Cattolica; Antonio Ainis, 69 anni, di Napoli; Domenico Matino, 55 anni, e Maryam Karami, 46 anni, di Minturno. Nel collegio difensivo gli avvocati Luigi Mordacchini, Maddalena Napolano, Gianfranco Testa, Antonio Gallinaro, Pasquale Cardillo Cupo, Alessandro Moratti, Vincenzo Cracolici, Vincenzo Sinopoli, Mariagrazia Russo, Nello Sgambato, Alfredo Aran, Luca De Annuntiis, Matteo Andrea Fort e Roberto Palermo.

L’inchiesta si articola in più episodi. Per la T. & W. Service Srls viene contestato l’utilizzo, tra 2021 e 2022, di crediti d’imposta inesistenti per oltre 380mila euro. Altri capi riguardano Centro Lavori Srls, Multiskill Srl e Sviluppo Lavori Srls, con crediti che, secondo la Procura, sarebbero stati indicati nelle dichiarazioni e poi portati in compensazione attraverso modelli F24. Nel fascicolo compaiono anche operazioni riferite alla società Il Garofalo Srls, con importi che superano complessivamente il milione di euro.

Gli addebiti riguardano poi la Conam Srl, per oltre 112mila euro, la Mgg Commerciale Srls, per 600mila euro, la C.R. Appalti Srl, per più di 623mila euro, e la Cooperativa sociale M.G.G. Futura, chiamata in causa in due distinti episodi per crediti ritenuti inesistenti pari a circa 164mila e 392mila euro.

Nel mirino anche la Klip Srl: in un capo si contesta l’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per oltre 467mila euro, in un altro l’indicazione nelle dichiarazioni di crediti e acconti non versati, con imposte evase quantificate in oltre 871mila euro. Per la Enova Srl l’accusa ipotizza invece l’utilizzo di crediti inesistenti per più di 456mila euro.

Un capo separato riguarda Agostino Napolitano e Giuseppe Landa: secondo la Procura, Napolitano avrebbe utilizzato le credenziali di Landa per apporre visti di conformità su dichiarazioni fiscali di diverse società tra il 2021 e il luglio 2024. Landa, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe ceduto le proprie credenziali a fronte di una retribuzione complessiva di 50 euro. Con la chiusura dell’inchiesta, le difese potranno presentare memorie, depositare documenti o chiedere interrogatorio. Poi la Procura valuterà l’eventuale richiesta di processo.

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