Morto Giuseppe Garofalo, veterano degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere

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Giuseppe Garofalo
Giuseppe Garofalo

Addio a Giuseppe Garofalo: si spegne a 103 anni il decano del Foro sammaritano

Il mondo dell’avvocatura italiana piange la scomparsa di Giuseppe Garofalo, storico legale di Santa Maria Capua Vetere, spentosi all’età di 103 anni. Vero e proprio pilastro della storia giudiziaria del nostro Paese, Garofalo ha attraversato un secolo di diritto, lasciando un’impronta indelebile nella comunità dei penalisti.

Una carriera tra storia e impegno civile

Nato a San Cipriano d’Aversa (in una strada che oggi è nel comune di Casapesenna), si è occupato presto di politica, militando nelle file del Partito Socialista di Pietro Nenni. È stato anche eletto consigliere provinciale nel collegio di Casal di Principe ed è stato vicepresidente della provincia quando l’Ente era guidato da Luigi Falco.

Poi, a partire dal 1969, si è dedicato anima e corpo alla professione forense, fondando la Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere insieme a Vittorio Verzillo. Una vita e una carriera lunga e carica di eventi straordinari, scanditi dalle arringhe dei grandi maestri del Foro sammaritano come Alfredo De Marsico e Giovanni Leone. Anni nei quali Garofalo ha lasciato un’impronta indelebile nei tribunali italiani.

Nel corso della sua lunghissima attività professionale, l’avvocato Garofalo è stato protagonista di processi di enorme rilevanza nazionale. Tra le sue difese più celebri e simboliche spicca quella di Francesca Serio, madre del sindacalista Salvatore Carnevale.

Nel 1961, durante il celebre processo per mafia trasferito a Santa Maria Capua Vetere per legittima suspicione, Garofalo assistette la donna come parte civile. Grazie a quel coraggioso dibattimento, Francesca Serio divenne la prima madre a denunciare apertamente i mafiosi, trasformandosi in un’icona immortale della lotta alla criminalità organizzata siciliana.

Celebre anche il processo al farmacista Aurelio Tafuri, in cui Garofalo difendeva l’imputato e De Marsico le parti civili. Lo scontro tra i due fronti si incentrò sulla definizione di “schizofrenia”. Determinante fu una pubblicazione americana, appena stampata. In quella occasione De Marsico ebbe a definire Garofalo, suo allievo e avversario, “geometrico nella sapiente costruzione delle sue tesi”.

Garofalo ha anche fondato il coordinamento delle Camere Penali della Campania, del quale è stato presidente per molti anni.

Una mente brillante fino all’ultimo

Ciò che ha sempre caratterizzato Giuseppe Garofalo è stata la sua straordinaria vitalità intellettuale, rimasta intatta anche in età avanzatissima. Saggista prolifico, ha firmato opere di grande valore storico-giuridico, tra cui “La seconda guerra napoletana alla camorra“, “L’empia bilancia”, “Le ragioni del boia” e “Teatro di Giustizia”.

Non solo avvocato, ma anche scrittore e storico di straordinaria finezza. La sua penna ha saputo raccontare con rigore e sensibilità i drammi e le contraddizioni della giustizia, così come i dilemmi etici che essa pone. Un uomo e un professionista d’altri tempi, che però non ha mai smesso di interessarsi all’evoluzione della società, alle sue conquiste e alle sue nuove contraddizioni.

Fino agli ultimi giorni, la sua penna non si era fermata: stava infatti lavorando a due nuovi volumi, uno dedicato al fenomeno dei sequestri di persona e l’altro incentrato sulla storia delle epidemie.

Il legame con la Camera Penale

La sua eredità istituzionale è legata a doppio filo alla Camera Penale sammaritana, di cui fu fondatore e primo presidente nel 1969. Considerato un maestro e un punto di riferimento per generazioni di avvocati, nel 2023 – al compimento del suo centesimo compleanno – era stato insignito del titolo di presidente emerito dall’allora presidente in carica Francesco Petrillo.

Con la sua scomparsa, il Foro sammaritano perde non solo la sua memoria storica, ma un esempio raro di rigore professionale e passione civile.

L’ultima intervista rilasciata a Cronache.

L’intervista del 2024 sulla riforma Cartabia.

L’intervista del 2023 sulla riforma Nordio.

L’intervista del 2022 sul Referendum Giustizia.

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