Ferrari, Charles Leclerc in crisi tra tecnica e sfortuna

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Cronache sport formula1
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Il bilancio delle ultime quattro gare ha messo in luce un momento di difficoltà per Charles Leclerc. Il parziale di 74 a 20 punti nel confronto con il compagno di squadra Lewis Hamilton certifica la crisi del pilota monegasco, apparso in difficoltà anche nel Gran Premio d’Austria.

Dopo il quarto posto in Canada, sono iniziati i problemi. Si è ritirato a Montecarlo, un appuntamento a cui teneva particolarmente, e si è fermato a Barcellona per un guasto all’affidabilità. In Austria, un ottavo posto anonimo ha chiuso un weekend iniziato dalla prima fila, a causa di problemi di aderenza che non gli hanno lasciato scampo.

La prima chiave di lettura è tecnica. Leclerc ha spiegato che in Canada le gomme non hanno mai lavorato nella giusta finestra di esercizio, mentre in Austria ha lamentato un assetto efficace in qualifica ma non in gara, con un retrotreno instabile. Il pilota ha sottolineato come le nuove monoposto siano “molto sensibili” e che allontanarsi dalla finestra operativa ideale comporta conseguenze immediate.

L’aspetto più preoccupante sembra essere la sua difficoltà nel capire la direzione da prendere, a differenza di Hamilton. “Ho faticato a trovare la macchina e le gomme giuste, soprattutto nella finestra di temperatura ideale. C’è ancora molto lavoro da fare. Probabilmente significa che non ho ancora un’idea chiara di cosa voglio da questa macchina”, ha ammesso Leclerc.

Oltre alla gestione tecnica, pesa il fattore affidabilità. A Montecarlo un problema ai freni lo ha costretto al ritiro, mentre a Barcellona, proprio quando la Ferrari sembrava aver trovato la competitività con la vittoria di Hamilton, Leclerc si è dovuto fermare per un guasto al servosterzo.

Si è materializzato un paradosso: quando la vettura si è dimostrata competitiva, un inconveniente tecnico lo ha fermato. Il weekend austriaco doveva rappresentare la svolta, anche grazie a un aggiornamento sulla power unit, ma dopo una qualifica promettente la gara ha ribaltato il quadro. Surriscaldamento, degrado e poco grip hanno fatto esplodere la sua frustrazione via radio: “Questa macchina è terribile”.

La terza chiave è la pressione psicologica, aggravata dal confronto diretto con Hamilton. Lo stesso Leclerc ha ammesso di essere alla ricerca di fiducia, un elemento che sentiva mancare già a Monaco. Il team principal, Frédéric Vasseur, ha invece sempre difeso il potenziale del pilota, sostenendo che il passo non è mai mancato.

Leclerc non sembra aver perso la sua velocità di base, ma la continuità e la serenità. Il confronto con il compagno di squadra amplifica ogni difficoltà: mentre il monegasco si perdeva, il sette volte campione del mondo ha ottenuto un secondo posto in Canada e a Monaco, una vittoria in Spagna e un piazzamento migliore anche in Austria. Questo suggerisce che Hamilton stia interpretando meglio la vettura, indicando la direzione di sviluppo con maggiore efficacia.

La crisi, quindi, non può essere attribuita solo a una monoposto ancora nervosa e imperfetta. Leclerc appare come un pilota costretto a rincorrere la fiducia su una Ferrari che cambia comportamento da una pista all’altra.

Per uscire da questa fase negativa avrà bisogno di un doppio salto di qualità, sia sul piano tecnico che personale. Hamilton intanto si è portato al terzo posto nel Mondiale e il prossimo appuntamento di Silverstone fornirà indicazioni decisive sul futuro della stagione di entrambi i piloti.

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