SESSA AURUNCA – Il caro-affitti rischia di dare un colpo letale alla stagione estiva di Baia Domizia. La denuncia arriva direttamente dal comitato locale ‘Ami Baia Domizia’ e da un’accesa discussione innescata dai villeggianti giunti nella storica località balneare divisa tra i comuni di Sessa Aurunca e Cellole.
Sotto accusa sono finiti i prezzi considerati ormai fuori controllo per le locazioni delle case vacanza, che in alcuni casi avrebbero toccato vette comprese tra gli 8mila, i 10mila e i 12mila euro al mese. Cifre da capogiro che, secondo i residenti e i frequentatori storici, stanno producendo un effetto paradossale e deleterio per l’economia locale: la località si riempie di sera grazie al flusso della movida mordi-e-fuggi, ma resta deserta e spettrale di giorno, con strade vuote e negozianti a guardare le serrande abbassate.
Dal canto loro, gli operatori turistici e le agenzie immobiliari del territorio hanno provato a gettare acqua sul fuoco, precisando la natura di tali tariffe. Secondo gli addetti ai lavori, i canoni che superano la soglia dei 10mila euro mensili non si riferiscono a normali appartamenti, bensì a ville capaci di ospitare dalle 18 alle 20 persone contemporaneamente.
Di conseguenza, si tratterebbe di costi condivisi: dividendo la spesa tra i vari nuclei, ogni singola famiglia finirebbe per pagare circa 5mila euro al mese, una cifra in linea con le grandi strutture ricettive pluri-familiari.
La spiegazione tecnica degli operatori non basta però a placare l’amarezza di chi frequenta il litorale domiziano da decenni. Il timore diffuso è che l’asticella dei prezzi si sia alzata a tal punto da allontanare definitivamente il turismo “stabile”, quello composto dalle famiglie che storicamente trascorrevano a Baia l’intero mese di luglio o agosto, garantendo continuità agli acquisti nei supermarket, nelle boutique e nei lidi della zona.
“Dopo trent’anni che frequento questa località, non l’ho mai vista così spenta” confessa uno dei turisti storici facendosi portavoce del malcontento generale.
“Continuare ad alzare i prezzi in questo modo significa distruggere l’economia del territorio. Sarebbe decisamente meglio guadagnare qualcosa in meno da una singola locazione ma assicurarsi una località viva, piuttosto che pretendere cifre assurde per poi ritrovarsi con le strade deserte”.

















