Violenza in curva: indagati sette ultras della Nazionale

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Cronache sport calcio
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La Procura di Bergamo ha notificato sette avvisi di garanzia e ha disposto perquisizioni domiciliari per altrettanti membri del gruppo “Ultras Italia”, un cartello di tifosi della nazionale di calcio. Le accuse sono emerse in seguito a indagini su episodi di violenza e minacce avvenuti durante un evento sportivo.

I fatti contestati sono avvenuti a Bergamo in occasione della partita tra la Nazionale maschile e l’Irlanda del Nord, valida per le qualificazioni mondiali. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i membri del gruppo hanno occupato con la forza il centro della Curva Sud dello stadio, un’area già assegnata ad altri spettatori.

Con atteggiamenti provocatori e intimidatori, gli ultras avrebbero costretto i legittimi titolari dei biglietti, tra cui numerose famiglie con bambini, a spostarsi e a cercare un’altra sistemazione. Questa azione ha generato un clima diffuso di tensione e apprensione tra il pubblico presente nell’impianto sportivo, compromettendo la serenità dell’evento.

Le indagini sono state avviate dopo diverse segnalazioni e si sono avvalse delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dello stadio. L’analisi dei filmati ha permesso di identificare i presunti responsabili e di ricostruire la dinamica degli eventi, accertando le condotte illecite. Il gruppo di tifosi, noto anche come “I ragazzi tricolori”, è connotato da un’impostazione ideologica di estrema destra.

L’operazione di polizia giudiziaria è stata coordinata con le Questure di Roma, Genova, Fermo, Rimini e Pesaro, con la collaborazione della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. I sette individui sono stati indagati per il reato di violenza privata aggravata, in qualità di autori materiali o coordinatori dell’azione intimidatoria avvenuta sugli spalti.

Durante gli accertamenti, è emerso che uno degli indagati era riuscito a entrare nello stadio senza biglietto. L’uomo avrebbe eluso i controlli degli steward dopo essersi accodato a un altro tifoso regolarmente munito di titolo d’accesso, superando indebitamente le barriere. Per questo è stato denunciato.

Le indagini hanno inoltre rivelato che alcuni dei soggetti coinvolti erano già noti alle forze dell’ordine per la loro militanza, attuale o passata, in tifoserie organizzate di squadre di club. Diversi membri del gruppo risultano già stati destinatari in passato di misure come il Daspo. Sulla base dei nuovi elementi, la Procura ha avviato le procedure amministrative per l’emissione di ulteriori provvedimenti restrittivi.

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