Nel progetto tecnico di Rúben Amorim hanno trovato spazio elementi inattesi. Tra questi spicca Ruben Loftus-Cheek, che ha completato un percorso inverso rispetto alle previsioni di inizio estate: inserito nella lista dei giocatori in uscita, ha saputo conquistare la fiducia dell’allenatore portoghese nel giro di poche settimane.
Amorim ha dimostrato di non voler trattenere giocatori non funzionali al suo specifico e rigoroso modello di gioco. La permanenza a Milanello di Loftus-Cheek è quindi una chiara indicazione della sua ritrovata utilità per una squadra che necessita di interpreti adatti a un calcio ben definito.
Il centrocampista inglese era finito tra i possibili partenti quasi per inerzia. La sua stagione precedente non era stata particolarmente brillante e si era complicata ulteriormente a febbraio a causa di un grave infortunio alla mascella, che lo aveva costretto a un intervento chirurgico.
I numeri della sua ultima annata confermano un rendimento discontinuo: circa 1.450 minuti giocati in 32 presenze, di cui solo la metà da titolare, con un bottino di 3 gol e un assist. Con un contratto in scadenza nel 2027, la sua cessione durante la sessione di mercato sembrava uno scenario probabile.
Tuttavia, l’impiego nel precampionato ha cambiato radicalmente le carte in tavola. Amorim lo ha schierato titolare in tutte le principali amichevoli estive, un primato condiviso in rosa solo con un altro compagno. La sua nuova posizione è stata quella di trequartista sul centrodestra.
Sebbene la situazione ancora fluida in quella zona del campo lo abbia favorito, l’inglese ha sfruttato al meglio l’opportunità. Pur non essendo un trequartista puro, capace di inventare negli spazi stretti come richiesto dal tecnico, Loftus-Cheek ha dimostrato di poter aggiungere sostanza e fisicità alla manovra offensiva quando è in buone condizioni.
Proprio la condizione fisica rappresenta la principale incognita. La sua carriera è stata spesso condizionata da una certa precarietà, con numerosi stop per infortunio che ne hanno limitato la continuità di rendimento, considerato il suo vero tallone d’Achille.
Nonostante questi dubbi, la sua rinascita sotto la guida di Amorim ha avviato una nuova fase. Ora la dirigenza del Milan dovrà necessariamente sedersi al tavolo per discutere il rinnovo del suo contratto, un epilogo impensabile solo pochi mesi fa.






