Ferrari, assetto errato in Austria: attesa per Silverstone

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Cronache sport formula1
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Il Gran Premio d’Austria ha segnato il debutto della terza Power Unit evoluta per la Ferrari. I tecnici di Maranello hanno scelto il circuito di Spielberg per introdurre questo aggiornamento, consapevoli del divario di potenza che la monoposto accusava rispetto ai rivali su un tracciato così esigente per il motore. L’esito della gara ha però confermato le difficoltà emerse durante le prove.

Il buon risultato ottenuto in qualifica è stato infatti il frutto di un assetto dinamico estremizzato, una scelta mirata a ridurre il distacco sul giro secco. Questa impostazione ha permesso alla vettura di mascherare le sue debolezze, poiché sul Red Bull Ring il fattore dominante è la potenza del propulsore, più che la maneggevolezza o l’efficienza aerodinamica.

Se sul giro secco l’assetto ha funzionato, in gara ha prodotto l’effetto opposto. L’elemento che ha condizionato maggiormente la prestazione è stato un severo degrado degli pneumatici. L’usura accelerata delle gomme ha innescato una reazione a catena, costringendo i piloti a soste anticipate e rendendo inefficace qualsiasi tentativo di undercut, data la mancanza di passo per completare la manovra.

I dati hanno dimostrato come il setup scelto per ridurre il gap in qualifica si sia rivelato fortemente controproducente in gara, vanificando di fatto ogni strategia. Anche l’ultimo stint con gomme soft, montate nel tentativo di guadagnare prestazione, si è rivelato ininfluente.

Tuttavia, le caratteristiche della vettura non sono cambiate negativamente rispetto a gare precedenti dove si è dimostrata competitiva. Le difficoltà in Austria sono state il risultato di una combinazione di fattori: temperature dell’asfalto vicine ai 53 gradi e un assetto che ha esasperato il consumo delle gomme. In questo contesto, l’aggiornamento al motore non ha potuto esprimere un reale miglioramento.

Questo fine settimana a Silverstone il quadro cambierà. Il circuito inglese richiede un equilibrio tra la potenza del motore, la dinamica del veicolo nei cambi di direzione e l’efficienza aerodinamica. Non ci sarà più un singolo fattore dominante, ma un insieme di elementi che dovrebbero esaltare le qualità del telaio e dell’aerodinamica della Ferrari. Date queste premesse, la scuderia dovrebbe essere in grado di impostare un weekend non più in difesa, ma all’attacco.

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