Prosegue a Milano l’inchiesta su un presunto giro di escort che coinvolge il mondo del calcio. I calciatori Kevin Bonifazi e Daniel Maldini sono stati sentiti dalla Guardia di Finanza, in un’audizione coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e dalla sostituta procuratrice Rosaria Stagnaro. Entrambi i giocatori sono stati ascoltati in qualità di persone informate sui fatti, una posizione che li qualifica come testimoni e non come indagati.
La loro convocazione si è resa necessaria dopo che i loro nomi sono apparsi in alcune chat sequestrate agli indagati principali. L’obiettivo degli inquirenti è fare piena luce sulle circostanze del loro potenziale coinvolgimento e raccogliere elementi utili a definire il quadro accusatorio complessivo.
L’indagine ruota attorno all’agenzia di eventi “MaDe” e ai suoi collaboratori. L’ipotesi della Procura è che l’agenzia non si limitasse a organizzare feste, ma gestisse un vero e proprio “sistema” per fornire accompagnatrici a una clientela facoltosa e selezionata, inclusi personaggi del mondo dello sport. Le intercettazioni telefoniche e telematiche rappresentano la prova centrale su cui si basa l’inchiesta.
Il lavoro degli inquirenti non si ferma. È già stata fissata l’audizione del difensore Riccardo Calafiori, anche lui chiamato a testimoniare come persona informata sui fatti. Il filo rosso che sembra legare i giocatori sentiti finora è Antonio Salamone, pr dell’agenzia, ritenuto una figura chiave nell’organizzazione delle serate e nel contatto con i clienti.
L’analisi del materiale probatorio, che comprende migliaia di messaggi e conversazioni, è ancora in corso e potrebbe portare a nuovi, importanti sviluppi. Non è escluso che nelle prossime settimane possano essere convocate altre persone o che emergano ulteriori nomi noti.
Ben più delicata è la posizione di Alessandro Bastoni. Il difensore è l’unico calciatore a essere iscritto nel registro degli indagati, con la pesante accusa di prostituzione minorile. Convocato dai magistrati per l’interrogatorio, Bastoni ha scelto di non presentarsi, esercitando la facoltà di non rispondere. “È un invito a comparire al buio”, aveva commentato il suo legale, Salvatore Scuto, anticipando la strategia difensiva. Il suo percorso giudiziario si preannuncia dunque separato e più complesso rispetto a quello dei colleghi ascoltati come testimoni.







