Jenson Brooksby ha raggiunto il suo miglior risultato in carriera a Wimbledon, qualificandosi per il terzo turno dove affronterà il numero uno del mondo, Jannik Sinner. Una partita che rappresenta una delle sfide più prestigiose del tennis attuale, un traguardo ottenuto grazie a una tenacia fuori dal comune. Per il tennista statunitense, questa non è solo una partita, ma il culmine di un percorso segnato da enormi ostacoli.
La sua storia è iniziata con una diagnosi di autismo considerata grave dai medici. Brooksby ha cominciato a parlare solo a quattro anni, dopo aver seguito una terapia intensiva da 40 ore settimanali. Ha poi deciso di condividere la sua esperienza per diventare un esempio: “Non volevo rinunciare a fare ciò che amo”. La sua missione ha trovato un momento simbolo dopo la vittoria del suo primo titolo ATP a Houston, quando una giovane raccattapalle, anche lei autistica, lo ha ringraziato a fine partita.
Nato nel 2000, Brooksby ha mostrato talento fin da giovane. Il suo gioco, caratterizzato da un dritto e un rovescio potenti e un servizio efficace, si è adattato perfettamente alle superfici veloci. Il 2021 è stato l’anno della sua affermazione, con la prima finale ATP sull’erba di Newport e un eccellente percorso nel torneo 500 di Washington.
Proprio a Washington ha incrociato per la prima volta Jannik Sinner in semifinale. È stato un match equilibrato nel primo set, in cui lo statunitense non è riuscito a convertire tre set point. Sinner ha vinto quel parziale al tie-break per poi dominare il secondo, aggiudicandosi in seguito il torneo. Di quella sfida Brooksby ha un ricordo lucido, ma ha sottolineato come entrambi i giocatori siano molto cambiati da allora.
Il suo potenziale non è passato inosservato. Dopo essere entrato nella top 100 a soli vent’anni, ha stupito il mondo del tennis agli US Open, dove ha raggiunto gli ottavi di finale. In quell’occasione ha affrontato Novak Djokovic, vincendo il primo set con un clamoroso 6-1. Nonostante la sconfitta finale, Djokovic lo ha elogiato definendolo un giocatore “intelligente e dal gioco indecifrabile”, pronosticandogli un grande futuro.
Tuttavia, il percorso di Brooksby è stato bruscamente interrotto da gravi difficoltà. All’inizio del 2023 ha dovuto sottoporsi a due delicate operazioni chirurgiche, prima al polso destro e poi al sinistro, che lo hanno costretto a uno stop di otto mesi. Un periodo durissimo, affrontato mentre ancora teneva nascosta la sua diagnosi.
A complicare ulteriormente la situazione è arrivata una sospensione di 18 mesi da parte dell’ITIA per aver saltato tre controlli antidoping. Brooksby si è sempre difeso, sostenendo di essere risultato negativo a ogni test, ma i giudici hanno ravvisato un “elevato livello di colpa”.
Ancora una volta, ha saputo reagire. Dopo aver recuperato pienamente dall’infortunio, è tornato a competere con una determinazione rinnovata. La vittoria del suo primo titolo ATP a Houston, conquistata dopo aver annullato sei match point durante il torneo, ha segnato la sua rinascita sportiva. Attualmente numero 81 del ranking, Jenson Brooksby continua la sua scalata, dimostrando che talento e ossessione possono superare qualsiasi ostacolo.







