“Ti faccio fare la fine della Carbonaro”: giovane di Casoria perseguita una 17enne per un ‘no’

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CASORIA – C’è una sottile linea d’ombra che separa il corteggiamento dal possesso, un confine che, quando viene varcato, trasforma il desiderio in una prigione di terrore. Per una ragazza di appena 17 anni, quel confine è stato abbattuto brutalmente, trasformando la sua vita in un incubo lungo mesi, scandito dal suono ossessivo delle notifiche e dall’ombra costante di un ventitreenne che non ha mai accettato un “no”. Tutto era iniziato quasi per gioco, in un settembre di due anni fa, con una stretta di mano e uno scambio di numeri che, nelle intenzioni della giovane, doveva restare un semplice contatto occasionale. Ma per lui, quel contatto era diventato un’ossessione covata nel silenzio.

E’ nel dicembre del 2025 che il velo cade: i messaggi iniziano a inondare WhatsApp, poi Instagram, poi TikTok. Inizialmente suonano come approcci goffi, poi si trasformano rapidamente in una pretesa rabbiosa. Il rifiuto netto della ragazza, che non nutre alcun interesse, diventa la miccia di una bomba a orologeria. Il giovane, appena 23enne, non si arrende. La sua vendetta è sistematica, crudele, quasi chirurgica. Inizia a creare decine di profili falsi usando le foto della vittima, pubblicando il suo numero di telefono con didascalie ingannevoli. Non bastano le umiliazioni rivolte alla ragazza: l’aguzzino colpisce anche la famiglia, utilizzando le immagini dei genitori per creare nuovi account fake.

Il linguaggio dell’ossessione degenera. Dalle minacce verbali si passa alle invocazioni di morte: “Ti devo rovinare. Infame, mi hai spezzato il cuore. Buona notte, domani muori”. Poi, in un inquietante disturbo della personalità, alterna l’odio alla finta dolcezza: “Facciamo pace, faccio venire a piovere”. Il momento di massima tensione arriva quando l’uomo decide di usare la cronaca nera come arma psicologica. Le invia il link alla notizia della morte di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola vittima di femminicidio, uccisa dall’ex, e la minaccia con una freddezza che gela il sangue: “Ti faccio uscire al Tg5. Ti faccio fare questa fine. Tu sei infame, ti devo sparare”. Parole che, pronunciate all’orecchio di una minorenne, diventano sentenze.

La ragazza, terrorizzata, capisce che non è più una questione di gelosia, ma di sopravvivenza. Accompagnata dalla madre, vittima anch’essa di insulti e minacce di morte, la giovane trova il coraggio di rivolgersi ai carabinieri di Casoria. Racconta tutto, consegna le prove di un inferno digitale che ha reso la sua vita quotidiana un coprifuoco forzato. Ma l’aguzzino non si ferma nemmeno di fronte alla legge. Mentre la vittima si trova all’interno del comando per sporgere denuncia, il ventitreenne è lì fuori. Invia messaggi in tempo reale, scatta foto alla facciata della caserma, come a voler dimostrare che nessuna istituzione può proteggerla.

E’ proprio in quel momento di sfida estrema che i carabinieri, allertati, escono in strada. Trovano il giovane accovacciato nell’ombra, ancora con il telefono puntato verso la stazione, intento a sorvegliare la sua preda. L’arresto è immediato: le manette scattano per atti persecutori. Oggi, il 23enne si trova dietro le sbarre del carcere, in attesa di un giudizio che dovrà stabilire il prezzo di un’ossessione che ha negato a una diciassettenne il diritto di vivere la propria giovinezza senza paura.

“Sono frasi che fanno paura e che non possono essere sottovalutate”. Così il sindaco Raffaele Bene commenta la vicenda. Il primo cittadino evidenzia la gravità del richiamo a Martina Carbonaro contenuto nelle minacce. “Quel riferimento ci colpisce profondamente e rende ancora più evidente quanto sia necessario continuare a lavorare sulla prevenzione della violenza. Alla giovane e alla sua famiglia va tutta la vicinanza dell’amministrazione comunale”. Bene ha inoltre voluto ringraziare i militari dell’Arma. “La loro competenza e la loro sensibilità hanno consentito di intervenire rapidamente. Denunciare è fondamentale e le istituzioni devono essere sempre pronte a proteggere chi trova il coraggio di farlo”. Infine l’impegno dell’amministrazione: “Continueremo a investire in educazione, legalità e rispetto. Casoria non lascerà mai sole le vittime”.

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