C’è stato un tempo in cui la Juventus ha definito il mercato estivo con l’ingaggio di Cristiano Ronaldo. A distanza di anni, il club ha visto ridimensionate le sue prospettive, faticando in trattative complesse come quella per riportare a Torino Randal Kolo Muani, un attaccante di valore ma lontano dal profilo del fuoriclasse portoghese.
La percezione di un’epoca tramontata è rafforzata da un mercato che procede a rilento e dai risultati deludenti delle ultime stagioni. La Juventus non ha vinto lo scudetto dal 2020, anno dell’ultimo dei nove titoli consecutivi, e l’ultimo trofeo risale alla Coppa Italia del 2024. Nonostante il costante supporto economico della proprietà, la struttura e la strategia del club hanno subito profonde trasformazioni.
Dal colpo da oltre 100 milioni per Ronaldo all’attuale rincorsa per Kolo Muani, il club ha attraversato fasi complesse. Un punto di svolta è stato rappresentato dall’inchiesta della Procura di Torino sui bilanci societari, che nel novembre 2022 ha portato alla conclusione del ciclo di Andrea Agnelli, un’era segnata da diciannove trofei. L’acquisto di CR7, pensato per dare l’assalto alla Champions League, non ha prodotto i risultati sperati in Europa e l’impatto economico, aggravato dalla pandemia, ha compromesso la sostenibilità del progetto.
Negli ultimi anni, la Juventus ha vissuto una costante girandola di dirigenti, allenatori e giocatori, molti dei quali non hanno reso secondo le aspettative. Dall’addio del direttore sportivo Fabio Paratici nell’estate 2021, si sono succeduti quattro amministratori delegati. Anche figure chiave come l’ex presidente Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved hanno lasciato i loro ruoli, seguiti più di recente da altri manager che hanno cambiato club.
Questa instabilità ha riguardato anche la guida tecnica. Dopo Maurizio Sarri, si sono alternati Andrea Pirlo, Massimiliano Allegri, Thiago Motta, Igor Tudor e, infine, Luciano Spalletti. Tale susseguirsi di cambiamenti non ha invertito la rotta, portando la squadra a competere in Europa League e a mancare la qualificazione in Champions League, un risultato negativo che non si registrava dal 2011.
La nuova dirigenza, guidata da Giovanni Carnevali e Frederic Massara, sta faticando a imprimere una svolta sul mercato, anche a causa di pesanti eredità del passato. Giocatori acquistati per cifre importanti, come Arthur, rappresentano ancora oggi degli esuberi. Allo stesso modo, il club cerca una soluzione per atleti che hanno deluso le attese. Anche la gestione dei portieri ha creato problemi: la cessione di Wojciech Szczęsny per puntare su Michele Di Gregorio si è rivelata una scelta complessa, con il club che ora cerca un profilo di esperienza per affiancare il nuovo numero uno.





