L’inchiesta penale sulle designazioni arbitrali si è conclusa con una richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano. Dopo tre mesi di intercettazioni, interrogatori e pedinamenti, i pm non hanno trovato elementi penalmente rilevanti a carico dell’ex designatore Gianluca Rocchi, del suo vice Andrea Gervasoni e dell’Inter, che era stata iscritta nel registro degli indagati.
L’indagine era partita dall’ipotesi di un accordo per “combinare” la designazione di un arbitro ritenuto gradito all’Inter per una trasferta a Bologna. Un altro filone riguardava la volontà di “schermare” il club nerazzurro da un direttore di gara considerato “poco gradito”, Daniele Doveri, in vista della potenziale finale di Coppa Italia, nonostante Doveri sia poi risultato l’arbitro più designato per la squadra.
Nel fascicolo erano finite anche altre due partite. Per un Inter-Verona, si ipotizzava che Rocchi avesse scelto un arbitro per escluderne un altro non gradito ai nerazzurri; per un Torino-Inter, l’accusa sosteneva che la designazione fosse avvenuta solo dopo aver ottenuto il consenso preventivo della società interista.
Nonostante ciò, i magistrati non hanno trovato riscontri concreti. Nella nota della Procura si legge che, pur rilevando la “sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati”, non è stato possibile ravvisare l’esistenza di “un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine”. L’assenza di intercettazioni dirette tra Rocchi e i dirigenti dell’Inter è stata un elemento chiave per la decisione.
Alcuni chiarimenti sarebbero stati forniti dallo stesso Rocchi durante un interrogatorio nelle scorse settimane, nel quale ha risposto a tutte le domande dei pm. Il suo legale ha confermato la piena collaborazione, sottolineando come la vicenda si sia risolta in tempi relativamente brevi.
Con la chiusura del capitolo penale, le carte dell’inchiesta saranno ora suddivise per competenza. Il fascicolo sulle cosiddette “bussate” alla sala Var di Lissone, che coinvolge due addetti al Var per frode sportiva, passerà alla Procura di Monza. In quella sede sarà valutata anche la condotta di Rocchi e Gervasoni in merito a tali episodi.
Resterà invece a Milano la posizione di un assistente Var accusato di false informazioni al pm durante la sua audizione. Parallelamente, l’intero incartamento è stato trasmesso al Procuratore Federale, che dovrà valutare l’eventuale presenza di illeciti sportivi. Si apre così un nuovo procedimento, questa volta nell’ambito della giustizia sportiva.






