Nel 2006 si è consumato uno dei più clamorosi tentativi di trasferimento nella storia del calcio. Massimo Moratti, allora presidente dell’Inter, ha provato a portare a Milano un giovanissimo Lionel Messi, mettendo sul piatto la cifra record, per l’epoca, di 250 milioni di euro, corrispondente alla clausola rescissoria. Un’operazione che, se fosse andata in porto, avrebbe cambiato per sempre gli equilibri del calcio europeo.
L’opportunità è nata da una crepa nel rapporto tra il talento argentino e il Barcellona. In quel periodo, Messi percepiva un ingaggio di tre milioni di euro, circa la metà rispetto a quello della stella della squadra, Ronaldinho. Il padre e agente del giocatore, Jorge Messi, stava spingendo per ottenere un adeguamento contrattuale che il club catalano tardava a concedere, generando un clima di incertezza sul futuro del giocatore.
Fiutando l’occasione, Moratti ha organizzato un incontro a Milano con Jorge Messi, approfittando della sua presenza in città per un evento pubblicitario. L’ex patron nerazzurro ha definito l’operazione una “lucida follia”, ma ha comunque formalizzato un affondo senza precedenti per convincere il Barcellona a cedere il suo gioiello. Persino Diego Armando Maradona si è esposto pubblicamente, consigliando all’Inter di fare di tutto per acquistare quello che considerava il suo erede.
Nonostante la portata dell’offerta, la risposta del presidente del Barcellona, Joan Laporta, è stata un secco e irremovibile no. Il club blaugrana non ha mai preso in reale considerazione l’idea di privarsi del giocatore su cui aveva investito fin da ragazzo, sostenendolo anche per risolvere i suoi noti problemi di crescita. Messi è così rimasto in Catalogna, dove ha costruito una carriera leggendaria e ha riscritto la storia del club.
Anni dopo, lo stesso Moratti ha raccontato ulteriori dettagli sulla vicenda. Ha rivelato di aver seguito Messi fin dai mondiali giovanili, ma di aver inizialmente accantonato l’idea dopo aver saputo dell’impegno economico e umano del Barcellona nel curare il ragazzo. Ha confermato i contatti diretti, nati da un suo apprezzamento pubblico per Messi, e ha ricordato con piacere come il calciatore, per diversi anni, gli abbia inviato le sue maglie autografate in segno di stima reciproca.
Anche Messi, in un’intervista del 2007, ha espresso parole di apprezzamento per il club nerazzurro. Ha dichiarato che l’Inter gli è sempre piaciuta, soprattutto per la forte presenza di connazionali argentini in squadra. Un aneddoto curioso rivela che sceglieva spesso la squadra milanese nei videogiochi, apprezzandone la solidità difensiva e la forza dell’attacco, che all’epoca includeva campioni come Ibrahimovic, Adriano, Crespo e Cruz.





