La Federazione ha deciso di imprimere una svolta tattica per tutte le selezioni azzurre. Si passerà a una difesa a quattro, seguendo il modello che ha portato al successo i principali club e le nazionali a livello europeo. Andrea Pirlo, accettando l’incarico di commissario tecnico, ha sposato questa filosofia, in linea con i suoi principi di gioco.
Questo cambiamento segna un punto di rottura con il 3-5-2, sistema adottato da diversi allenatori della Nazionale negli ultimi anni. La transizione solleva però interrogativi sulla disponibilità di interpreti adatti, specialmente per il ruolo di terzino.
Se si considerano i migliori esterni italiani del momento, come Dimarco e Palestra, emerge una criticità. Entrambi sono abituati a operare come “quinti” di centrocampo, coprendo l’intera fascia ma ripiegando in una linea a cinque in fase di non possesso. Il loro impiego simultaneo in una difesa a quattro potrebbe compromettere l’equilibrio della squadra.
Una delle possibili soluzioni per il nuovo ct sarà quella di trovare una diversa collocazione tattica per i giocatori chiave. Ad esempio, Dimarco potrebbe essere schierato come esterno alto d’attacco, una posizione che gli permetterebbe di sfruttare le sue doti offensive senza gravare sulla tenuta difensiva. In questo scenario, come terzino sinistro potrebbe trovare spazio un profilo come Calafiori, che già ricopre questo ruolo nell’Arsenal di Mikel Arteta.
Oltre ai nomi più noti, lo staff tecnico valuterà anche altre opzioni. Per la fascia sinistra, Leonardo Spinazzola rappresenta un’alternativa di esperienza, sebbene non per un progetto a lungo termine. Si guarderà con interesse alla crescita del giovane Bartesaghi del Milan, mentre le speranze maggiori sono riposte in Destiny Udogie, per cui il Tottenham ha effettuato un investimento importante, e in Matteo Ruggeri, che dovrà affermarsi nell’Atletico Madrid.
Sulla corsia di destra, si potrebbe fare affidamento sull’usato sicuro rappresentato da Di Lorenzo, anche se l’età suggerisce la necessità di pianificare il futuro. Andrea Cambiaso della Juventus e Raoul Bellanova dell’Atalanta sono altri profili di alto livello, ma entrambi hanno dimostrato di esprimersi al meglio in un sistema con la difesa a tre.
La vera scommessa per il futuro potrebbe essere Michael Kayode, classe 2004, che si è già imposto come titolare in Premier League con il Brentford. La sua valorizzazione diventerà una priorità per il nuovo corso azzurro. Il lavoro per Pirlo e il suo staff sarà dunque intenso e richiederà non solo un’attenta selezione, ma anche capacità di formazione e creatività tattica per costruire la Nazionale del futuro.





