La candidatura di Andrea Pirlo per il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana ha sollevato un caso legato a Fonbet, brand internazionale di scommesse sportive di cui il tecnico è global ambassador. La questione ha creato un’ampia discussione, data la natura dell’azienda e le normative italiane in materia di betting.
Per poter firmare il contratto con la Federazione, Pirlo dovrà con ogni probabilità rescindere l’accordo di sponsorizzazione. Questa mossa sarebbe probabilmente contestuale alla risoluzione del suo rapporto con lo United FC di Dubai, club degli Emirati Arabi Uniti che sta attualmente allenando.
Il legame tra il club e l’agenzia di scommesse è infatti diretto. Il presidente e proprietario della squadra, l’imprenditore russo Sergey Lomakin, detiene rilevanti interessi economici all’interno di Fonbet. L’ingaggio di Pirlo per la panchina dello United FC è stato interpretato anche come una strategia per sfruttare l’immagine mediatica del campione del mondo 2006 e dare visibilità all’azienda di scommesse.
La vicenda ha assunto rapidamente contorni politici, specialmente in relazione all’origine russa di Fonbet e alla posizione diplomatica dell’Italia dopo l’invasione dell’Ucraina. Diversi esponenti politici hanno espresso forti perplessità. Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha affermato che chi ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire incarichi nazionali.
Anche la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha criticato la potenziale nomina, definendola un passo indietro per il calcio italiano. Secondo Picierno, pur senza entrare nel merito delle sue convinzioni, Pirlo ha prestato il suo prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime russo mentre l’Ucraina veniva bombardata, rendendo la sua scelta e quella della FIGC un “grave errore”.
Sulla stessa linea si è espresso Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa, che ha definito “sbagliata” la scelta di Pirlo di diventare ambasciatore di Fonbet. Pur riconoscendo che il settore delle scommesse non è soggetto a sanzioni, Della Vedova ha auspicato che il nuovo ct senta la necessità di rescindere il contratto.
Infine, Mauro Berruto, responsabile Sport nella segreteria del Partito Democratico ed ex ct della nazionale di pallavolo, ha dichiarato di augurarsi che, in caso di nomina, la prima azione di Pirlo sia risolvere questo “imbarazzo”. Secondo Berruto, un ruolo istituzionale come quello di ct della Nazionale richiede una condotta esemplare.




