La tesi di Pirlo: possesso, pressing e ruoli fluidi

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Cronache sport calcio
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Nel settembre 2020, Andrea Pirlo ha conseguito la licenza di allenatore UEFA Pro con una tesi da 107/110 intitolata “Il mio calcio libero”. Nel documento ha illustrato una filosofia di gioco ispirata a grandi modelli come il Barcellona di Cruijff e Guardiola, l’Ajax di Van Gaal e la Juventus di Conte.

I pilastri della sua visione sono un calcio propositivo, basato sul possesso palla e una forte ferocia agonistica per recuperarlo immediatamente. L’obiettivo dichiarato è un gioco corale, in cui tutti gli undici giocatori partecipano attivamente a entrambe le fasi per esaltare sia il collettivo che le individualità più forti.

Pirlo ha descritto un calcio dai ruoli fluidi. Il portiere partecipa alla costruzione, il difensore centrale diventa il primo regista e i terzini si adattano, garantendo ampiezza in attacco o trasformandosi in centrocampisti aggiunti in fase di possesso. A centrocampo ha sottolineato l’importanza della tecnica e di una spiccata mentalità per la riaggressione immediata.

La fase offensiva prevede una costruzione ragionata che può evolvere in uno schieramento 2-3-5 o 3-2-5. Lo sviluppo ha una doppia velocità: lenta e preparatoria nella propria metà campo, rapida e verticale una volta trovato il passaggio chiave. L’attacco alla linea avversaria deve essere portato con almeno cinque giocatori, lasciando libertà alla creatività individuale negli ultimi trenta metri.

La fase di non possesso si fonda sulla “riaggressione” per difendere “correndo in avanti”. Sulla palla persa, il pressing immediato non punta al recupero rischioso, ma a coprire la palla e indurre l’avversario all’errore. La squadra applica un pressing alto nella metà campo offensiva e una linea d’attesa più prudente nella propria.

La linea difensiva è a quattro, alta e aggressiva, e lavora in relazione costante con la posizione del portiere. Negli ultimi metri, un centrocampista può scalare sulla linea dei difensori per comporre una linea a cinque, fondamentale per difendere meglio in ampiezza ed essere più aggressivi centralmente.

Le transizioni sono state definite un aspetto cruciale del calcio moderno, da gestire con il “gioco preventivo”. In fase offensiva, i difensori non coinvolti marcano già gli attaccanti avversari per bloccare le ripartenze. In fase difensiva, si preparano smarcamenti per essere pronti a scattare in contropiede.

In conclusione, Pirlo ha affermato che un calcio propositivo e di qualità può generare maggior entusiasmo e coinvolgimento, dinamiche ritenute necessarie per creare quell’empatia che è alla base dei successi di una squadra.

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