Mancini ct, la scelta nata nei circoli sportivi romani

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Cronache sport calcio
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A Roma, le dinamiche di potere e le relazioni professionali hanno spesso trovato terreno fertile all’interno degli esclusivi circoli sportivi. Questi luoghi, che sorgono lungo il Tevere e nei quartieri più prestigiosi della capitale, sono diventati veri e propri salotti dove si intrecciano affari, accordi e trattative in un contesto informale, tra una partita di padel e un torneo di calcetto.

A nomina di Roberto Mancini a commissario tecnico della Nazionale ha rappresentato un esempio di come queste reti di influenza possano estendersi fino ai vertici dello sport italiano. La scelta è stata fortemente legata al rapporto di lunga data tra Mancini e Giovanni Malagò, presidente onorario del Circolo Aniene. I due hanno condiviso per anni non solo la frequentazione del club, ma anche l’esperienza sportiva, come dimostra la recente vittoria nella Coppa Canottieri Over 60, dove hanno giocato nella stessa squadra.

In quell’occasione, la formazione del Circolo Aniene, che ha battuto per 8-3 il Canottieri Lazio, includeva anche il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, a testimonianza della fitta rete di contatti presenti in questi ambienti. Malagò stesso ha definito il suo legame con Mancini come una “coppia in attacco e nella vita”, una partnership che si è poi trasferita nel contesto della Federcalcio.

L’accesso a questi centri d’appartenenza è regolato da norme precise e selettive. Per diventare soci è necessario essere presentati da membri anziani e ottenere l’approvazione del Consiglio direttivo, oltre a versare una consistente quota d’ingresso. Una volta ammessi, i soci vivono il circolo come una seconda casa, un ambiente dove si consolidano rapporti e nascono opportunità professionali.

Tra i circoli della capitale esiste anche una forte rivalità, con l’Aniene spesso considerato il club di maggior prestigio e influenza. È in questo contesto che Malagò ha sviluppato il suo modus operandi, basato su fiducia e relazioni consolidate, un modello che ha poi applicato alle decisioni riguardanti la Nazionale.

In questo scenario si è inserita anche la figura di Claudio Ranieri. Sebbene non sia un assiduo frequentatore dei circoli, il suo profilo di “romanista autentico” sarebbe stato apprezzato da Malagò. Sono circolate voci su un contatto tra i due, con l’ipotesi di un suo coinvolgimento nello staff azzurro.

L’intero processo di selezione del commissario tecnico si è quindi inserito in una prassi consolidata, che a Roma governa da generazioni intrecci e accordi in vari settori. La nomina di Mancini non è stata un’eccezione, ma la conseguenza di un sistema di relazioni nate e coltivate all’interno dei circoli sportivi più influenti della città.

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