Il presidente Mattarella: “L’indipendenza dell’informazione è un valore prezioso”

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato la stampa parlamentare per la tradizionale Cerimonia del Ventaglio, presso il Palazzo del Quirinale, rispondendo alle domande poste dal pressidente dell’Associazione Stampa Parlamentare Alfonso Raimo nel suo intervento introduttivo.

La situazione politica internazionale

Molti i temi affrontati dal Capo dello Stato, dalla situazione politica internazionale al valore dell’informazione. “La complessa situazione che si registra nella vita della comunità internazionale – ha esordito – attraversata da incertezze imprevedibili fino a pochi anni addietro, porta incertezze che provocano disorientamento quanto alle prospettive e inducono a interrogativi sull’affidabilità di punti di riferimento fino a poco tempo addietro avvertiti come dotati di chiarezza e di stabilità. Siamo di fronte a uno scenario crescente di conflitti che infiamma un’area che va dal Mediterraneo al Golfo, si affaccia sull’Oceano Indiano, vede la guerra nel cuore dell’Europa. Per numero di Paesi coinvolti, di popoli sofferenti, difficile non coglierne la dimensione globale e le responsabilità che ne derivano. Da parte di chi nutre senso di responsabilità, si avverte l’esigenza di salvaguardare il sistema multilaterale e, al fine di restituirgli solidità, di procedere a una sua riforma che, ispirandosi alla realtà, lo doti di forme e di strumenti adeguati al mondo così com’è oggi e non com’era tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta del secolo scorso”.

“Da diverse parti – ha continuato – ci si attende che una spinta protagonista provenga dall’Europa: lo ha auspicato il primo ministro del Canada, Carney. Non è un caso che sussista quest’attesa perché l’Europa, in pochi anni, ponendo in comune impegni del presente e prospettive del futuro, è riuscita a trasformarsi, da continente lacerato per tanti secoli da contrasti e guerre sanguinose, nella più vasta area di pace e sviluppo comune. Area che non sorprende che attiri persone da ogni parte del mondo. L’Unione europea non è inerte né silenziosa di fronte a quella invocazione di responsabilità, pur tra difficoltà di ogni genere, interne e, soprattutto, di origine esterna. Dall’Europa viene presentata una strada per la pace contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale con il ripristino della legge del più forte, peraltro, come si vede, di dubbia efficacia”.

Una piccola stoccata Mattarella l’ha indirizzata a chi tende a esprimere più perplessità rispetto all’operato delle istituzioni europee: “Conosco bene l’esercizio di critiche rivolte all’Unione per insufficiente incisività dalla sua azione, critiche avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci”. E poi, la “realizzazione di una difesa comune europea non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra. Al contrario, è strumento per garantire la pace”. Infine, “in diversi campi l’Unione deve assumere maggiore dinamismo. Anche per questo non è stato saggio lasciar cadere, nel 2022, il poderoso sforzo promosso dal Parlamento Europeo, sotto la presidenza di David Sassoli, con la Conferenza sul futuro dell’Europa; esercizio che aveva coinvolto milioni di cittadini europei. L’abbandono dell’ipotesi di una nuova Convenzione Europea per porre mano alla riforma dei Trattati è stato un grave errore”.

La politica interna

Sulla situazione politica interna, il presidente Mattarella ha voluto sottolineare la propria “terzietà” rispetto alle questioni oggetto del dibattito pubblico in corso: “Voi tutti – ha spiegato – conoscete i limiti doverosi delle mie considerazioni. Questi limiti non rappresentano una costrizione: al contrario, raffigurano una delle modalità del dovere di assicurare al Quirinale imparzialità ed estraneità alla dialettica, legittima, tra le parti politiche. Non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo, com’è comprensibile, parlare di progetti legislativi che si trovano all’esame del Parlamento e che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano”.

Salvo, poi, aggiungere: “Naturalmente mi auguro che il confronto si svolga nel reciproco rispetto, senza aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, controproducente. Mi auguro che le tensioni elettorali, tra l’altro piuttosto intempestive, non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”. E infine, “Non nascondo la preoccupazione, più volte manifestata, per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto, che dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”.

I disordini in Val di Susa

Il Capo dello Stato è intervenuto anche sui recenti episodi di devastazione in Val di Susa: “Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione. Una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici, cioè comuni. Quanto avvenuto sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica”.

Sicurezza e immigrazione

Non poteva mancare un accenno al dibattito sui temi della sicurezza, della gestione delle politiche sull’immigrazione e dei limiti del diritto di autodifesa, che stanno infiammando il confronto pubblico in questi giorni: “È comprensibile e opportuno – ha concesso Mattarella – dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte, ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”.

Nello specifico, “riguardo all’epocale fenomeno delle migrazioni, Leone XIV ha richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilità istituzionali. Personalmente ritengo indiscutibile la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza, del tutto improduttiva, e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Una strategia possibile e sostenibile, l’unica in grado di evitare l’altrimenti un inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare vanamente di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene”.

Un riferimento al caso Roggero, che però il presidente non cita direttamente, è contenuto in uno dei passaggi cruciali del suo intervento: “In una società civilmente ordinata e rassicurante per i cittadini – ha sottolineato – i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato“.

Informazione e pubblico servizio

“Il ruolo essenziale dell’informazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità. E’ auspicabile che, nell’attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”.

Quindi, più in generale sulla libertà di stampa, “ho segnalato più volte come libertà, informazione, democrazia, siano coessenziali. I giornalisti sono testimoni dei fatti. Quando questo compito viene impedito od ostacolato, non si tratta di aggressioni a singoli professionisti bensì di un vulnus recato a tutti noi perché la libertà è un bene indivisibile. Come osserva il Rapporto della Commissione Europea sullo Stato di diritto, rivolgendosi a numerosi Paesi membri, tra cui l’Italia, va garantita ‘la libertà di stampa, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti'”.

A tal proposito, Mattarella ha voluto evidenziare anche che “Il regolamento europeo sulla libertà dei media è entrato in vigore l’8 agosto del 2025” e “il ritardo, anche in Italia, per il pieno recepimento di indicazioni cui hanno contribuito gli stessi governi dell’Unione e i deputati al Parlamento europeo, espressi dai diversi Paesi membri, appare difficilmente comprensibile”.

Mattarella ha rivolto anche un monito agli operatori dell’informazione sul tema del ricorso improprio all’Intelligenza artificiale per la realizzazione di servizi giornalistici: “Cloni di notizie – ha spiegato – prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all’infinito sul web, senza alcuna verifica, ancor più moltiplicati dagli strumenti di traduzione automatica dei testi: si può pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti? L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly. Nell’esperienza quotidiana, inoltre, iniziano ad accumularsi gli errori di risposte e di analisi fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale”.

“Anche da una informazione libera, indipendente, approfondita – ha concluso – dipendono convinzioni e valori delle persone, l’esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà. È un compito e una responsabilità per gli operatori dell’informazione. Ringrazio molto per il dono di questo bel Ventaglio Speranza. Rivolgo i miei complimenti a Piero Malatesta Piano, con gli auguri più grandi per il suo futuro d’artista“.

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