Juventus, la rivoluzione è incompiuta: mancano 4 ruoli

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Cronache Mercato
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Il lavoro della nuova dirigenza juventina ha portato alcuni frutti, come il ritorno di Randal Kolo Muani e gli innesti a sorpresa di Zeki Celik e Kerim Alajbegovic. Tuttavia, le lacune più importanti della rosa restano evidenti a poche settimane dall’inizio del campionato, con quattro ruoli chiave ancora da definire.

Il primo nodo irrisolto riguarda la porta. Michele Di Gregorio non rientra nei piani tecnici, mentre Mattia Perin e Carlo Pinsoglio sono in scadenza. Falliti i tentativi per obiettivi di primo livello, è emersa l’ipotesi di un prestito per Zion Suzuki, una soluzione che solleva dubbi sulle reali ambizioni di un club che vuole tornare a vincere.

In difesa, Luciano Spalletti attende un centrale con buone capacità di impostazione, più funzionale al suo gioco rispetto ai difensori in rosa. Un giocatore come Jhon Lucumí del Bologna sarebbe l’ideale per una linea più alta e propositiva, e il suo arrivo potrebbe innescare una cessione nel reparto arretrato.

A centrocampo regna un’abbondanza che non risolve il problema storico del regista. La Juventus ha ben sette centrocampisti centrali, ma nessuno con le caratteristiche del playmaker puro capace di dettare i tempi. Manuel Locatelli è migliorato, ma il dubbio che possa essere lui il faro di una squadra vincente rimane.

Anche il reparto offensivo presenta una situazione simile. I giocatori per l’attacco sono dieci, ma molti sono destinati a partire, come Nico Gonzalez. Soprattutto, manca un vero sostituto di Dusan Vlahovic: Kolo Muani è un ottimo attaccante mobile, ma non la prima punta di peso che il tecnico vorrebbe per completare il suo scacchiere tattico.

Portiere, difensore, regista e centravanti avrebbero dovuto essere le priorità. Invece, il club si è finora concentrato su altri aspetti, lasciando scoperti i pilastri su cui costruire la nuova squadra, con il tempo che ormai stringe.

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