L’avventura di Tijjani Reijnders al Manchester City è giunta al termine dopo una sola stagione. Il centrocampista olandese, classe 1998, si trasferisce in Arabia Saudita per vestire la maglia dell’Al-Qadsiah. L’operazione, anticipata dal quotidiano olandese “De Telegraaf”, definisce i contorni di un affare economicamente imponente.
Il club saudita, neopromosso nella Saudi Pro League, ha messo sul piatto un’offerta irrinunciabile. Il Manchester City incasserà dalla cessione 61 milioni di euro, realizzando una significativa plusvalenza a un anno di distanza dall’acquisto del calciatore. La determinazione dell’Al-Qadsiah ha superato la concorrenza del Nottingham Forest, che aveva mostrato interesse per il centrocampista ma non ha potuto pareggiare la proposta araba.
Il motivo che ha spinto il calciatore verso la nuova destinazione è stato un contratto faraonico. Reijnders ha firmato un accordo di quattro stagioni con opzione per la quinta. Le cifre sono notevoli: l’ingaggio garantito per i primi quattro anni ammonterà a 80 milioni di euro e, se l’opzione venisse esercitata, lo stipendio totale supererebbe i 100 milioni. Un balzo economico enorme, dato che al City percepiva uno stipendio di circa 7 milioni annui.
Questo trasferimento ha generato un effetto positivo anche sulle casse del Milan. Il club rossonero, che aveva ceduto il giocatore al Manchester City un’estate fa, si era garantito una percentuale sulla futura rivendita. Grazie a questa clausola, il Milan incasserà una somma vicina ai 14 milioni di euro, cifra che potrà essere reinvestita sul mercato per rinforzare la squadra.
I segnali di un addio imminente erano già emersi nei giorni precedenti. Il centrocampista, infatti, non si era presentato all’ultima sessione di allenamento con il Manchester City. La decisione, presa di comune accordo con la dirigenza, è stata una misura precauzionale per evitare infortuni che avrebbero potuto compromettere una trattativa ormai in dirittura d’arrivo.
Il passaggio di Tijjani Reijnders all’Al-Qadsiah si inserisce nella strategia di mercato aggressiva dei club della Saudi Pro League, determinati ad attrarre talenti dal calcio europeo. L’operazione conferma come il campionato saudita sia una potenza economica capace di competere con i top club del continente, offrendo progetti ambiziosi e contratti fuori scala.




