Roma, frenata improvvisa per l’arrivo di Rodrigo Mora

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Cronache Mercato
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A poco più di due settimane dalla chiusura del calciomercato, la trattativa che dovrebbe portare Rodrigo Mora alla Roma ha subito una brusca e inattesa interruzione. Il club giallorosso è ancora alla ricerca di un esterno d’attacco e aveva individuato nel talento classe 2007 del Porto il profilo ideale, ma l’operazione si è arenata dopo una promettente accelerata iniziale.

A rendere il quadro più complesso sono arrivate le dichiarazioni di Luis Miguel Henrique, legale del calciatore. L’avvocato ha descritto un ragazzo profondamente triste per la situazione che si è venuta a creare con il suo club di appartenenza. Ha spiegato che Mora ha capito di non rientrare nei piani tecnici dell’allenatore, sentendosi ormai relegato al ruolo di terza scelta, un colpo durissimo per un giovane in piena crescita.

Il principale ostacolo è rappresentato dal cambio di rotta del nuovo presidente dei Dragoes, André Villas-Boas. L’ex tecnico ha modificato le condizioni per il trasferimento, frenando di fatto l’intero affare e mettendo la dirigenza romanista in una posizione difficile, quasi spiazzata dalla repentina inversione di marcia.

La Roma aveva messo sul piatto una proposta chiara: un prestito oneroso da 7 milioni di euro, accompagnato da un diritto di riscatto fissato a 43 milioni. Tale diritto si sarebbe trasformato in obbligo al verificarsi di condizioni precise, come il raggiungimento del 60% delle presenze stagionali e la qualificazione alla prossima Champions League.

Il Porto, per voce della sua nuova presidenza, ha però ritenuto queste clausole non sufficientemente garantite. Il club portoghese ha chiesto condizioni più favorevoli e semplici da raggiungere, arrivando, secondo alcune fonti, a scartare del tutto l’ipotesi del prestito per esigere un pagamento immediato e senza dilazioni.

Una richiesta che si scontra frontalmente con le esigenze di bilancio della società giallorossa. La formula del prestito con obbligo condizionato è stata fin da subito la via prescelta per non appesantire i conti e per mantenere un margine di manovra economico per completare la rosa con almeno un altro innesto.

Lo stallo è totale e il tempo stringe. La volontà del giocatore di cambiare aria potrebbe giocare un ruolo, ma al momento la distanza tra la valutazione economica e le formule di pagamento proposte dai due club sembra l’ostacolo più grande da superare prima della fine della sessione di mercato.

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