Milan, la rivoluzione di Cardinale tra acquisti e rischi

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Cronache Mercato
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L’estate del Milan si è rivelata particolare, caratterizzata da una strategia a velocità variabile. La ricostruzione, affidata al nuovo allenatore Rúben Amorim e orchestrata in prima persona dal patron Gerry Cardinale, ha già vissuto momenti cruciali.

La rifondazione è partita con un profondo rinnovamento, che ha visto l’allontanamento di figure chiave della precedente gestione. La scelta del nuovo assetto societario e tecnico ha richiesto tempi inconsueti: dall’individuazione di Amorim, scelto per il suo gioco offensivo, alla promozione di figure interne come Almstadt e Gardiner per la dirigenza.

Una volta definito il quadro dirigenziale, si è percepita da subito la presenza decisionista del proprietario. Il club ha piazzato in rapida successione i colpi Gonçalo Ramos e Mario Gila per soddisfare le prime richieste del tecnico. A queste operazioni è seguito però un mese di sostanziale immobilismo, sia sul fronte degli acquisti che su quello delle cessioni, strategiche per il bilancio e per la composizione della rosa.

Durante questo periodo, Amorim ha dovuto valutare una rosa ancora incompleta e condizionata dai rientri scaglionati dei giocatori impegnati con le nazionali. L’impasse si è interrotta improvvisamente con l’acquisto di Diego Moreira dallo Strasburgo a pochi giorni dall’esordio in campionato. Questa discontinuità operativa ha reso difficile per l’allenatore lavorare sui concetti di gioco e sui sincronismi.

Gerry Cardinale, mai così coinvolto nella costruzione della squadra, ha scelto di muoversi secondo logiche personali e innovative per il mondo del calcio. Una mossa discussa è stata quella di comunicare pubblicamente i nomi dei giocatori la cui posizione nel progetto è in discussione. Una scelta che ha creato una situazione delicata per la gestione di elementi con contratti onerosi, citando tra gli altri i casi di Tomori, Fofana, Nkunku, Gimenez e Leao.

A poche settimane dalla chiusura delle trattative, il mercato rossonero non è concluso e regalerà altri movimenti. Nel frattempo, la squadra dovrà disputare le prime giornate di campionato con un organico non ancora definitivo, che Amorim avrà il compito di amalgamare in poco tempo. Al netto degli acquisti importanti, rimangono quindi diversi dubbi sulla politica adottata, in una stagione che il club, dopo due mancate qualificazioni alla Champions League, non potrà permettersi di sbagliare.

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