L’incontro di andata dei playoff di Conference League tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv ha generato un elevato livello di allerta a Bergamo. La partita contro la squadra israeliana ha attirato l’attenzione di diversi gruppi di attivisti, con proteste preannunciate contro le politiche del governo di Gerusalemme.
A innescare un immediato rafforzamento delle misure di sicurezza è stata una scritta “Boycott Israel” apparsa all’esterno dello stadio. Il gesto è stato rivendicato dall’Equipaggio di Terra di Bergamo della Global Sumud Flotilla, che lo ha definito “un gesto di luce contro il genocidio a Gaza”.
Gli attivisti hanno avanzato richieste specifiche, come la cancellazione del memorandum d’intesa sulla cooperazione militare tra Italia e Israele. Hanno inoltre esortato la Uefa a “sospendere le squadre israeliane dalle competizioni sportive”. Nei giorni precedenti, anche la sezione di Bergamo del movimento Bds (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) aveva chiesto l’annullamento dell’incontro.
È stato inoltre annunciato un presidio organizzato dalla Rete Bergamo per la Palestina, che riunisce diverse sigle tra cui Usb, Giovani palestinesi e Potere al popolo. La situazione presenta una notevole complessità, considerando che l’Hapoel Tel Aviv è una squadra storicamente legata al mondo sindacale e alla sinistra israeliana, con posizioni lontane da quelle del governo in carica. La tifoseria del club è infatti nota per esporre vessilli raffiguranti Che Guevara e bandiere rosse.
Per gestire l’ordine pubblico, la Questura e la Prefettura hanno predisposto un imponente dispiegamento di forze. Sono stati impiegati circa 350 agenti, alcuni dei quali provenienti da altre città, per garantire la sicurezza durante l’evento, al quale è prevista la partecipazione di circa mille tifosi provenienti da Tel Aviv.
Le misure preventive includeranno l’uso di elicotteri e dispositivi anti-drone, con l’istituzione di un divieto di sorvolo sull’area dello stadio. Sarà anche aumentato il numero degli steward all’interno dell’impianto, con il compito di effettuare controlli rigorosi. L’attenzione si concentrerà non solo sul sequestro di fumogeni o oggetti pericolosi, ma anche sulla prevenzione dell’ingresso di striscioni e bandiere considerate provocatorie, inclusa quella della Palestina, in linea con le direttive Uefa.








