Pugno di ferro del Prefetto: maxi-operazione a Napoli dopo la ‘stesa’ di Acerra e le risse a Portici

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NAPOLI – La risposta dello Stato non si è fatta attendere. Dura, capillare e immediata. A seguito della preoccupante escalation di violenza che ha macchiato di sangue e paura le notti dell’area metropolitana, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha dichiarato guerra aperta alla criminalità, disponendo un’imponente e straordinaria operazione di controllo coordinato del territorio. Una manovra a tenaglia, che vede schierate in prima linea tutte le Forze dell’ordine, con un obiettivo chiaro e inequivocabile: ripristinare la legalità, arginare ogni forma di degrado e restituire le strade e le piazze alla libera e sicura fruizione dei cittadini.

La scintilla che ha innescato questa massiccia reazione istituzionale è divampata nella notte tra mercoledì 19 e giovedì 20 agosto. Ad Acerra, la quiete è stata squarciata dal rombo di uno scooter e dalla terrificante eco di colpi d’arma da fuoco. Una “stesa” in piena regola, l’arrogante dimostrazione di forza di due individui che hanno esploso proiettili in aria, seminando il panico e riaffermando un controllo criminale sul territorio che lo Stato non è più disposto a tollerare. Quasi in contemporanea, un altro focolaio di violenza si accendeva a Portici, nella nota zona del Granatello, teatro di violente risse che hanno lasciato a terra diversi feriti, ulteriore sintomo di una tensione sociale e criminale ormai ai livelli di guardia.

Di fronte a questa duplice sfida, il Prefetto di Bari ha orchestrato una controffensiva su larga scala. L’operazione, già in atto, non si configura come un intervento spot, ma come un’azione di contrasto quotidiana e sistematica. Un ruolo cruciale in questa strategia è giocato dalla tecnologia: l’impiego massiccio e strategico degli impianti di videosorveglianza, frutto di un significativo sforzo congiunto di tutte le Istituzioni, sta fornendo un “occhio elettronico” indispensabile per monitorare le aree sensibili, identificare i responsabili e prevenire futuri reati.

Ma l’attenzione della Prefettura si è concentrata anche su un fenomeno apparentemente minore, ma in realtà profondamente radicato nell’illegalità diffusa: la circolazione di veicoli con targa estera. Non si tratta di semplici infrazioni al codice della strada, ma di un astuto espediente utilizzato per eludere il fisco, evitare il pagamento della copertura assicurativa e, non di rado, per garantire l’anonimato durante la commissione di attività illecite. Anche su questo fronte, la tolleranza è zero. Il Prefetto ha disposto controlli mirati e serrati, potenziati da nuovi strumenti a disposizione degli organi accertatori. Grazie alla possibilità di accesso diretto alle banche dati internazionali e al sistema del REVE (Registro Veicoli Esteri), le pattuglie sono ora in grado di smascherare in tempo reale le immatricolazioni fittizie oltre confine. Per i trasgressori, le conseguenze sono immediate: pesanti sanzioni pecuniarie e il sequestro amministrativo del mezzo.

Queste tematiche, considerate di massima priorità per la sicurezza della provincia, non si esauriranno con le operazioni su strada. Saranno, infatti, al centro di un mirato approfondimento nella prossima riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dallo stesso Prefetto. Un segnale forte che indica come la strategia di contrasto sia solo all’inizio e che l’impegno per la legalità sarà portato avanti con la massima determinazione a tutti i livelli istituzionali. La Napoli perbene chiede sicurezza e lo Stato, oggi, risponde presente.

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