Tottenham, De Zerbi spiega l’addio di Spence

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Cronache Mercato
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Roberto De Zerbi ha tracciato la rotta per la nuova stagione del Tottenham in una conferenza stampa tenuta alla vigilia del debutto in campionato contro il Brentford. L’allenatore italiano ha affrontato con chiarezza i temi più caldi, dal mercato alla costruzione di una nuova identità di squadra.

“Mi sembra di essere qui da dieci anni, invece sono passati appena tre mesi, ma molto intensi”, ha esordito il tecnico. Ha sottolineato l’importanza di non dimenticare le difficoltà della passata stagione, definendola “una lezione importante per ognuno di noi”. Tuttavia, ha subito aggiunto che è il momento di voltare pagina per concentrarsi sul futuro: “Stiamo costruendo un nuovo progetto. La grande sfida ora sarà trovare un’anima alla squadra e migliorare la nostra organizzazione di gioco”.

Sul fronte del mercato, De Zerbi ha espresso grande soddisfazione per le operazioni concluse finora, pur precisando che il lavoro non è ancora terminato. “Abbiamo vissuto un’estate fantastica per quanto riguarda gli acquisti: grandi giocatori, con grande spirito e personalità”. Ha però messo in guardia l’ambiente, ricordando che in Premier League i nomi non bastano per vincere le partite. “Dobbiamo meritarci la vittoria. E per farlo, dobbiamo raggiungere un livello elevato in termini di carattere, passione, valori e stile di gioco”.

L’allenatore ha poi risposto con fermezza alle critiche relative agli ingenti investimenti del club. “Credo che la Premier League sia un campionato diverso, con cifre e concorrenza diverse. Il mercato ormai è così, lo si deve accettare”. Ha spiegato che per competere ai massimi livelli è necessario adeguarsi a queste dinamiche. “Ho sentito parlare fin troppo dei ‘soldi del Tottenham’, ma seguo il calcio da molto tempo e non ho mai visto una squadra competere ad alti livelli senza spendere. Forse il fatto che il Tottenham spenda rappresenta un problema? Non so perché, ma tutte le altre squadre hanno speso in passato e anche in questa stagione”.

Infine, ha dedicato un pensiero al giocatore passato all’Inter. “Sono dispiaciuto per lui, gli voglio bene. Abbiamo un ottimo rapporto, è un bravissimo ragazzo e un giocatore molto importante”. La spiegazione dell’addio è stata puramente tecnica e legata alla competitività interna: “Alla fine devo rispettare la situazione: se lui vuole giocare trentotto partite, beh, non posso dare la mia parola né offrire garanzie. Non posso farlo con nessun giocatore, soprattutto quando stiamo creando una forte concorrenza all’interno della rosa”.

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