Jannik Sinner non parteciperà allo US Open. La decisione è maturata in seguito a un’infiammazione al ginocchio che, sebbene in via di miglioramento, non gli consente ancora di competere al massimo livello con la necessaria sicurezza. L’obiettivo primario dello staff medico e tecnico è evitare qualsiasi rischio che possa trasformare un problema gestibile in un infortunio più serio.
Il percorso che ha portato a questa rinuncia ha avuto inizio con un fastidio avvertito durante le sessioni di allenamento in preparazione al Masters 1000 di Cincinnati. Con l’aumentare del dolore, l’atleta ha deciso di lasciare Montecarlo per recarsi a Milano, presso la Physioclinic, per una visita specialistica con il dottor Melegati, un fisiatra di notevole esperienza.
L’esito dei primi controlli ha confermato l’assenza di lesioni gravi, ma ha reso necessaria una gestione prudente della situazione, portando al ritiro dal torneo di Cincinnati. Nelle settimane successive, Sinner si è sottoposto a un monitoraggio costante presso il J Medical di Torino, dove è stato definito un programma di recupero personalizzato. Il lavoro si è concentrato su terapie e sedute mirate per ridurre l’infiammazione e ripristinare la funzionalità dell’articolazione.
Tra i trattamenti effettuati sono state incluse anche le onde d’urto, una terapia utilizzata per accelerare i processi di guarigione dei tessuti. Il punto focale del percorso di recupero è stata la risposta del ginocchio al graduale ritorno all’attività in campo.
Dopo una fase iniziale positiva, sono emerse alcune difficoltà legate alla piena fiducia negli appoggi e nei movimenti più esplosivi. Il ginocchio, pur essendo migliorato, non garantiva ancora il perfetto equilibrio necessario per affrontare un torneo del Grande Slam.
Questa valutazione ha portato alla sofferta ma inevitabile scelta, presa di comune accordo tra l’atleta e il suo team. La priorità assoluta è ora quella di completare il recupero senza forzare i tempi, per consentire a Sinner di tornare in campo solo quando sarà in condizioni fisiche ottimali e senza alcun rischio di ricadute. Il lavoro prosegue con fiducia verso il pieno rientro nel circuito.





